Fondazione Vassallo: la Regione Campania riconosca il Giglio Marino come specie protetta

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La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore chiede alla Regione Campania che il Pancratium Maritimum sia riconosciuto come specie protetta. 

Chiamato comunemente Giglio Marino, il Pancratium è una pianta bulbosa ancora diffusa sulle dune sabbiose della Campania, con una significativa presenza sul litorale Domitio, nel golfo di Salerno e nel Cilento. In Italia è presente lungo tutte le coste occidentali ed adriatiche, isole maggiori e minori comprese, escluse le coste più settentrionali di Friuli Venezia Giulia.

Provvisto di grossi bulbi e lunghe radici, il Giglio Marino fiorisce da luglio a settembre e ogni pianta ha da sei a dieci fiori bianchi, grandi e dal profumo sublime e persistente. Il frutto è una capsula che contiene semi neri e lucidi, rivestiti di un tessuto spugnoso che permette loro di galleggiare per la diffusione attraverso le correnti marine.

Assai minacciata per lo sfruttamento delle coste a scopi balneari, questa specie è importante per il mantenimento della biodiversità ed è indicatrice dello stato di conservazione del delicato ecosistema dunale perché concorre alla tutela della fascia sabbiosa e contrasta il fenomeno dell′erosione della spiaggia emersa.

Il riconoscimento come specie protetta, già ufficializzato in diverse aree del nostro Paese (Lazio, Calabria, Basilicata, Molise), sarebbe un forte segnale del cambiamento di un territorio che passa anche attraverso l'attenzione a queste piccole cose, che poi così piccole non sono, in quanto è dimostrato scientificamente che il giglio marino ha numerose funzioni, prima tra tutte un'azione anti erosione dei litorali sabbiosi.

Per la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, il Giglio Marino da riconoscere come specie protetta ha un enorme valore identitario, perché nel tempo grazie al lavoro e alla caparbietà di Angelo Vassallo è diventato identificativo del luogo in cui il Sindaco Pescatore ha vissuto e operato per il bene comune, e poi culturale perché dal 5 settembre 2010 è diventato, nell’immaginario collettivo da un capo all’altro del nostro Paese (e non solo), l’emblema che racchiude e porta con sé la storia di un uomo e il coraggio delle sue scelte.