No alla spettacolarizzazione mediatica dell'orrore. No alle trasmissioni sugli omicidi dei bambini.
No alla spettacolarizzazione mediatica dell'orrore. No alle trasmissioni sugli omicidi dei bambini.
Il problema
Con l'omicidio del piccolo Loris, è iniziata nuovamente l'esposizione mediatica di episodi criminosi che coinvolgono emozioni intime e sofferenze psicopatologiche di estrema gravità, attraverso trasmissioni televisive come "Porta a Porta" di Bruno Vespa, che già in passato si sono distinte, soprattutto nel caso del delitto di Cogne, per aver prodotto una vera e propria spettacolarizzazione dell'orrore, tentando di mettere a nudo sentimenti delicatissimi e complessi, quali le eventuali pulsioni infanticide di una madre, sentimenti solitamente soggetti a fenomeni di dissociazione psichica, che possono tornare a essere presenti alla coscienza, con tutto il dolore che ciò comporta, soltanto grazie a un delicato e prolungato lavoro clinico che può realizzarsi solo in un clima di rigorosa intimità fra il paziente e il suo psicoterapeuta.
Viceversa, il bombardamento mediatico e l'incivile intrusione in aree tanto personali e delicate del Sé costituiscono un atto di violenza su assetti mentali già gravemente compromessi per esperienze traumatiche pregresse o per condizioni gravemente luttuose, rischiando altresì di vanificare il lavoro clinico di chi ne abbia il compito, attraverso la cristallizzazione di "verità" mediaticamente costruite, inevitabilmente superficiali e false, che si instaurano anche a prescindere dalle migliori intenzioni e dalla buona fede di registi e conduttori televisivi.
Il raggiungimento della consapevolezza intima di desideri, pulsioni e dolori inaccessibili alla coscienza non può che essere frutto di percorsi di sensibilizzazione estremamente difficili e dolorosi; di fronte a questa prospettiva la "celebrità" che deriva dall'iperesposizione mediatica, per il fatto di rappresentare una gratificazione narcisistica derivante da uno stato di indicibile dolore e di eventuale inconfessabile colpa, non può che creare confusione e persino cronicizzazione degli stati dissociativi che sono all'origine di siffatte azioni criminose.
Si chiede pertanto alla RAI di far cessare tali trasmissioni.

Il problema
Con l'omicidio del piccolo Loris, è iniziata nuovamente l'esposizione mediatica di episodi criminosi che coinvolgono emozioni intime e sofferenze psicopatologiche di estrema gravità, attraverso trasmissioni televisive come "Porta a Porta" di Bruno Vespa, che già in passato si sono distinte, soprattutto nel caso del delitto di Cogne, per aver prodotto una vera e propria spettacolarizzazione dell'orrore, tentando di mettere a nudo sentimenti delicatissimi e complessi, quali le eventuali pulsioni infanticide di una madre, sentimenti solitamente soggetti a fenomeni di dissociazione psichica, che possono tornare a essere presenti alla coscienza, con tutto il dolore che ciò comporta, soltanto grazie a un delicato e prolungato lavoro clinico che può realizzarsi solo in un clima di rigorosa intimità fra il paziente e il suo psicoterapeuta.
Viceversa, il bombardamento mediatico e l'incivile intrusione in aree tanto personali e delicate del Sé costituiscono un atto di violenza su assetti mentali già gravemente compromessi per esperienze traumatiche pregresse o per condizioni gravemente luttuose, rischiando altresì di vanificare il lavoro clinico di chi ne abbia il compito, attraverso la cristallizzazione di "verità" mediaticamente costruite, inevitabilmente superficiali e false, che si instaurano anche a prescindere dalle migliori intenzioni e dalla buona fede di registi e conduttori televisivi.
Il raggiungimento della consapevolezza intima di desideri, pulsioni e dolori inaccessibili alla coscienza non può che essere frutto di percorsi di sensibilizzazione estremamente difficili e dolorosi; di fronte a questa prospettiva la "celebrità" che deriva dall'iperesposizione mediatica, per il fatto di rappresentare una gratificazione narcisistica derivante da uno stato di indicibile dolore e di eventuale inconfessabile colpa, non può che creare confusione e persino cronicizzazione degli stati dissociativi che sono all'origine di siffatte azioni criminose.
Si chiede pertanto alla RAI di far cessare tali trasmissioni.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 6 dicembre 2014