RACCOLTA FIRME PER IL RIALLESTIMENTO E LA RIAPERTIRA DEL MUSEO ETNOGRAFICO DI NOVARA

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Vuoi che venga riaperto il Museo Etnografico di Novara chiuso da 45 anni?

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Sino a circa 45 anni fa il Museo Faraggiana-Ferrandi di Novara, accanto alle collezioni naturalistiche, ospitava le collezioni etnografiche facenti parte del Museo Ferrandi, donate nel 1937 al Comune da Caterina Faraggiana insieme a quelle di storia naturale, che oggi sono conservate in una ex-fabbrica del Comune di Biandrate. Le collezioni etnografiche costituiscono un patrimonio storico-etnografico di oltre mille reperti, in prevalenza armi, manufatti, ornamenti e oggetti della cultura materiale delle popolazioni e culture del Corno d’Africa e del Kenya, collezionati dall’esploratore Ugo Ferrandi, dal naturalista Alessandro Faraggiana e dal pittore-etnologo Guido Boggiani, più una serie di successive donazioni, di diversa provenienza geografica, da parte di militari e funzionari coloniali, diplomatici e cittadini di origine novarese. La città di Novara ha l’insolita fortuna di annoverare le quattro principali tipologie di viaggiatori dell’’800 e degli inizi del ‘900: Ugo Ferrandi, esploratore e funzionario coloniale; Guido Boggiani, artista-etnologo ante litteram; Alessandro Faraggiana, naturalista, e Enrico Verjus, primo missionario cattolico a sbarcare, nella seconda metà dell’’800, nella Nuova Guinea orientale (oggi Papua Nuova Guinea). Considerando il loro apporto al progresso della conoscenza e alla nostra identità storica e culturale, questi viaggiatori, collezionisti e mecenati sono tra i protagonisti della felice stagione ottocentesca e degli inizi del ‘900 che ha plasmato la fisionomia artistica e culturale della nostra città. La loro valorizzazione e attualizzazione rappresenta infatti uno dei valori fondanti della storia, crescita civile, appartenenza e identità novarese, che non si può esaurire nella museificazione del passato, ma deve rivivere nello sforzo e nella capacità di coglierne e valorizzarne i contenuti ideali, le finalità conoscitive ed educative e i legami con il presente. Quegli uomini così diversi, imbevuti di pregiudizi tipici della loro epoca, oltre che militari, funzionari coloniali, artisti e viaggiatori, erano studiosi della diversità culturale alla scoperta del mondo, talvolta con una visione dell’”altro” (come nel caso di Guido Boggiani) che anticipava le più attuali conquiste del pensiero antropologico. I grandi viaggiatori novaresi ci hanno lasciato in eredità, con le loro opere e collezioni etnografiche e naturalistiche e con lo spirito che animava i loro viaggi di scoperta, un insegnamento di apertura e di dialogo verso gli altri che è segno di civiltà, consapevoli dell’intima, profonda ragione di sopravvivenza e sviluppo della civiltà che consiste nell’incontro tra diverse culture, estimatori della diversità culturale come vera ricchezza dell’umanità: una lungimirante visione del mondo e dei rapporti tra i popoli che non può essere dimenticata e deve anzi essere ricordata, valorizzata e trasmessa alle nuove generazioni come una delle più edificanti e formative pagine della nostra storia. 

Per promuovere il riallestimento del Museo Etnografico, purtroppo chiuso e quindi ignorato da generazioni di studenti e cittadini da ben 45 anni) con nuovi criteri espositivi, con l’avallo del Comune di Novara, si è pensato di creare tre comitati: un Comitato Scientifico incaricato di discutere e elaborare, sulla scorta di progetti precedenti, mai realizzati, un nuovo progetto ad hoc, un Comitato di Docenti delle scuole medie inferiori e superiori e un Comitato Civico per la raccolta delle firme dei cittadini che chiedono di realizzare il progetto, nominando promotore delle iniziative, per le sue specifiche competenze professionali, il noto viaggiatore-etnologo, scrittore e documentarista novarese Maurizio Leigheb.

 

La raccolta firme avviene anche brevi manu in vari ambienti civici e scolastici

 

 

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Sino a circa 45 anni fa il Museo Faraggiana-Ferrandi di Novara, accanto alle collezioni naturalistiche, ospitava le collezioni etnografiche facenti parte del Museo Ferrandi, donate nel 1937 al Comune da Caterina Faraggiana insieme a quelle di storia naturale, che oggi sono conservate in una ex-fabbrica del Comune di Biandrate. Le collezioni etnografiche costituiscono un patrimonio storico-etnografico di oltre mille reperti, in prevalenza armi, manufatti, ornamenti e oggetti della cultura materiale delle popolazioni e culture del Corno d’Africa e del Kenya, collezionati dall’esploratore Ugo Ferrandi, dal naturalista Alessandro Faraggiana e dal pittore-etnologo Guido Boggiani, più una serie di successive donazioni, di diversa provenienza geografica, da parte di militari e funzionari coloniali, diplomatici e cittadini di origine novarese. La città di Novara ha l’insolita fortuna di annoverare le quattro principali tipologie di viaggiatori dell’’800 e degli inizi del ‘900: Ugo Ferrandi, esploratore e funzionario coloniale; Guido Boggiani, artista-etnologo ante litteram; Alessandro Faraggiana, naturalista, e Enrico Verjus, primo missionario cattolico a sbarcare, nella seconda metà dell’’800, nella Nuova Guinea orientale (oggi Papua Nuova Guinea). Considerando il loro apporto al progresso della conoscenza e alla nostra identità storica e culturale, questi viaggiatori, collezionisti e mecenati sono tra i protagonisti della felice stagione ottocentesca e degli inizi del ‘900 che ha plasmato la fisionomia artistica e culturale della nostra città. La loro valorizzazione e attualizzazione rappresenta infatti uno dei valori fondanti della storia, crescita civile, appartenenza e identità novarese, che non si può esaurire nella museificazione del passato, ma deve rivivere nello sforzo e nella capacità di coglierne e valorizzarne i contenuti ideali, le finalità conoscitive ed educative e i legami con il presente. Quegli uomini così diversi, imbevuti di pregiudizi tipici della loro epoca, oltre che militari, funzionari coloniali, artisti e viaggiatori, erano studiosi della diversità culturale alla scoperta del mondo, talvolta con una visione dell’”altro” (come nel caso di Guido Boggiani) che anticipava le più attuali conquiste del pensiero antropologico. I grandi viaggiatori novaresi ci hanno lasciato in eredità, con le loro opere e collezioni etnografiche e naturalistiche e con lo spirito che animava i loro viaggi di scoperta, un insegnamento di apertura e di dialogo verso gli altri che è segno di civiltà, consapevoli dell’intima, profonda ragione di sopravvivenza e sviluppo della civiltà che consiste nell’incontro tra diverse culture, estimatori della diversità culturale come vera ricchezza dell’umanità: una lungimirante visione del mondo e dei rapporti tra i popoli che non può essere dimenticata e deve anzi essere ricordata, valorizzata e trasmessa alle nuove generazioni come una delle più edificanti e formative pagine della nostra storia. 

Per promuovere il riallestimento del Museo Etnografico, purtroppo chiuso e quindi ignorato da generazioni di studenti e cittadini da ben 45 anni) con nuovi criteri espositivi, con l’avallo del Comune di Novara, si è pensato di creare tre comitati: un Comitato Scientifico incaricato di discutere e elaborare, sulla scorta di progetti precedenti, mai realizzati, un nuovo progetto ad hoc, un Comitato di Docenti delle scuole medie inferiori e superiori e un Comitato Civico per la raccolta delle firme dei cittadini che chiedono di realizzare il progetto, nominando promotore delle iniziative, per le sue specifiche competenze professionali, il noto viaggiatore-etnologo, scrittore e documentarista novarese Maurizio Leigheb.

 

La raccolta firme avviene anche brevi manu in vari ambienti civici e scolastici

 

 

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Petition created on November 15, 2024