Обновление к петицииQuando l’ingiustizia diventa leggeQuando l'ingiustizia diventa legge
franco arnaboldiИталия
19 окт. 2021 г.

PREFAZIONE AL LIBRO

Cari firmatari,

nel mio aggiornamento pubblicato ieri citavo che avrei allegato la prefazione al libro. Purtroppo, però, per un refuso, la stessa non è stata aggiunta e molti di voi me lo hanno anche rilevato.

Giocoforza quindi che intervenga subito a passarvene il testo (che farà ovviamente corpo col libro in...dirittura d'arrivo ormai).

Io ritengo che la prefazione rappresenti la reale "fotografia" della tortura subita da Franco!

“L’ANIMO SQUARCIATO”.
Franco Arnaboldi ha scritto questo libro non solo per lasciare una decisiva e robusta testimonianza di
come lo Stato, quando intende distruggere le sue creature, ha la forza pervasiva e divorante di un
Leviatano, ma anche per narrare la sua terribile storia, fatta di atroci nefandezze e di palpitanti
ingiustizie. Ne è emerso un considerevole lavoro, come se fosse stato un diario, perché sono
stupefacenti il ricordo, la memoria di Arnaboldi, preciso nelle date e contestualizzazione degli eventi.
Lo Stato ha, come scrive Arnaboldi,” squarciato il suo animo”, gli ha fatto perdere la fiducia nelle
Istituzioni, nei partiti, nei suoi uomini più rappresentativi.Forse anche in Dio, perché ha pregato ma la
grazia non è arrivata.
Infatti la sua azienda, le sue terre avrebbero dovuto farlo felice, siccome dai raccolti fecondi e rigogliosi
traeva non solo sostentamento, ma anche il suo spirito ne era rinfrancato, perché in quelle terre si
condensava tutta la sua giornata quella lavorativa ed incontrava e si dispiegava il riposo ed i dolci
meriggi.
Ma quelle terre che erano sue furono espropriate senza che la Pubblica Amministrazione ne avesse
avuto il titolo. Infatti si apprende, dopo che fu realizzata la scellerata arteria stradale, che lo Stato con le
sue diramazioni si era mosso senza il relativo decreto autorizzativo.
Siamo al cospetto nella vicissitudine di Arnaboldi di un’usurpazione appropriativa.
Significa prendersi la proprietà di un cittadino, senza avergli neppure notificato il titolo con una
ragionevole offerta di una somma di danaro.
Da qui incomincia il calvario: Arnaboldi invoca aiuto, non l’ascolta nessuno, neppure la Presidenza della
Repubblica.
Scomparendo la sua azienda entra in una sofferenza economica e quando lo attaccano, aggredendo i
suoi beni, perde anche la sua bellissima casa.
Ecco lo scempio: l’attacco (delle sue proprietà) contro Arnaboldi avviene per il mancato pagamento di
una notula parcellare di un consulente tecnico di ufficio nominato neppure nel suo interesse.
Lo racconta bene nel suo libro: perde l’azienda, le sue terre, ma anche la sua casa, restando fermo,
inerme, senza colpa ferire e senza aver provocato alcunché.
Lo Stato è contro un suo cittadino, lo tratta da suddito, come un’inutile cosa, uno scarto e si prende
tutto quello che ha.
Hobbes ci ricorda nella sua filosofia che la nascita dello Stato avviene in forza di un patto, un contratto,
nel quale vengono cedute ad un terzo tutti i diritti dai suoi cittadini, affinché il terzo assicuri pace e
sicurezza e si ponga fine alla guerra di tutti contro tutti, bellum omnium contra omnes, affinché l’uomo non
sia lupo per l’altro uomo: homo homini lupus.
Ma tra tutti i diritti che vengono ceduti al terzo, il Leviatano, che deve garantire l’ordine e superare il
caos come un sovrano assoluto, dovrà rispettare il solo diritto alla vita dei suoi cittadini, quel diritto alla

vita che essi intendono tutelare contro la guerra di tutti contro tutti.
La cessione, ci ricorda Norberto Bobbio, è proprio funzionale al fatto che lo Stato dovrà osservare, non
conculcare, non sopprimere il diritto alla vita dei suoi cittadini.
Se lo Stato intende non rispettarlo, il consociato può esercitare il suo diritto di resistenza e disobbedire,
perché il patto è stato violato.
Ecco lo Stato con Arnaboldi ha sbagliato, con la sua burocrazia, i suoi Ministri, Consiglieri Regionali,
comunali, Sindaci, ma anche Magistrati che hanno capito ben poco della sua Storia e lo hanno, come
vedrete in questo racconto, mortificato ed inciso nei suoi più elementari diritti.
Lo Stato è spietato con Arnaboldi, ha ucciso la sua pace, la gestazione di un amore che lui aveva per le
sue terre, sottraendogliele, ma senza risarcirlo.
Arnaboldi ha subito tutte le ingiustizie possibili e neppure il risarcimento ottenuto, in ragione di una
sentenza resa dalla Giustizia Europea, e non dai Magistrati italiani, lo potrà soddisfare.
È l’aggressione senza ragione dello Stato contro un suo figlio.
E l’animo di Arnaboldi è ancora squarciato.
Questa storia serva da monito.

Prefazione redatta dall'Avv. Biagio Riccio del Foro di Napoli contenuta nel libro dal titolo "QUANDO L'INGIUSTIZIA DIVENTA LEGGE la resistenza diventa un dovere"

ovvero "SUDDITI (indomiti) DI UNO STATERELLO MEDIEVALE"

 

 

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