
STOP FORZATO ALLA STAMPA DEL "LIBRO". MI PERVENGONO ULTERIORI OSTACOLI SUL CALVARIO. FURORI "MASSONICI"?
Cari firmatari,
con evidenza (come ho sempre fatto) ecco la comunicazione che ho ricevuto (giusto nel genetliaco del mio sfratto!):
Sig. Franco buon pomeriggio,
sono stato raggiunto dalla telefonata dell’Arch. Simoncini Simone Responsabile del Procedimento Edilizia Privata del Comune di Cecina, il quale mi esortava a darle la seguente comunicazione.
Il giorno 09/10 Luglio prossimo scade il permesso temporaneo per il suo vano mobile abitativo.
Occorre spostarlo sul terreno di sua proprietà facendo una pratica edilizia SCIA che ne identificherà il titolo abilitativo.
Il Sindaco consiglia vivamente di effettuare tale procedura al fine di evitare ulteriori problematiche.
Buona serata
Cordialmente la saluto
Tradotto in parole povere, in maniera "sussurrata", mi si invita a ...sbaraccare anche la pur misera sistemazione che stò utilizzando, per continuare a vivere e far vivere anche la mia azienda agricola.
Vi si cita, in particolare, di come io debba "spostare tale modulo (tipo terremotato) su altro terreno di mia proprietà". Non stò a dilungarmi sui motivi vitali (anche di allacci vari) per i quali tale modulo fu ed è necessario collocarlo in questo posto (accanto al mio magazzino/deposito estraneo al noto sfratto stesso).
Preciso solamente che il terreno sul quale appoggia il modulo "incriminato" è pur esso ANCHE di mia proprietà e che è compreso in un eterno contenzioso legale (a cui ho anche ripetutamente accennato in petizione) attualmente sotto giudizio del Tribunale di Livorno.
Il caso è in mano alla giudice Grassi che non si decide a fare espertare la "porcheria" impostami durante la procedura Esecutiva di casa mia (sfrattata), fors'anche perchè era anche pure lei giudice dell'Esecuzione. Nominasse un Consulente Tecnico e dovesse così decidere sul frazionamento di quanto in discussione, il modulo abitativo risulterebbe posizionato (già dov'è ora) in maniera appropriata.
Insomma (evitando altra descrizione col rischio di essere troppo complicato), tiro le conclusioni:
. da una parte, la Giudice che non decide appropriatamente e la situazione non mi permette di sapere cosa posso "fare da grande"
. dall'altra parte, il Comune che "afferma" impropriamente e se ne frega di quanto è sotto giudizio e non trova di meglio che "metterla sul piano del FURORE burocratico"
Di mezzo, ci sono io, dolente cristo, sempre costretto a fare la valigia!
E' il Comune di Cecina che riprende in mano il coltello (ed è lo stesso Comune che ha fatto generare il mio squallido caso oltre 40 anni fa). Ed è lo stesso Comune che sul suo territorio, in terreni agricoli accanto ai miei, permette DA 20 ANNI che vi siano grossi depositi di scafi in vetroresina dismessi, con gravi conseguenze ambientali ed altri grandi depositi di macerie e materiale di risulta edilizia.
Ripeto: si tratta di terreni AGRICOLI ed entrambi i casi son stati denunciati e sono a conoscenza degli stessi Uffici Comunali da lustri e lustri.
In tutto questo, sembra che, ai Responsabili di Competenza del Comune di CECINA, l'unica...noia sia rappresentata da una piccola unità mobile che non crea alcun problema, a meno che non si tratti davvero di "pressioni" dal tintinnio "massonico".
Per queste ragioni, per poter includere tutto ciò nel libro stesso già annunciato, ritengo sia il caso di stopparne (per ora?) la pubblicazione.
Quindi, stop ai contributi alle spese già del resto iniziati, tanto lodevolmente.
Nessun timore per chi ha già versato: sarà rimborsato immediatamente, appena uno lo chiedesse, oppure automaticamente per tutti, qualora non si stampasse più addirittura.
Dico questo, perchè sento addosso una grande PRESSIONE a non procedere nel divulgare.
L'unica mia forza siete voi. Vi ringrazio e vi aggiornerò.