Decision Maker Response

ANAS Spa’s response

ANAS Spa

May 15, 2019 — Esprimendo la più stretta vicinanza e comprensione nei confronti del signor Franco Arnaboldi per le vicende che hanno così profondamente gravato sulla sua vita privata e professionale nel corso degli anni, Anas intende fare alcune precisazioni per chiarire, per quanto possibile, una situazione molto complessa che risale agli inizi degli anni Ottanta e che ha reso purtroppo impossibile un intervento diretto per risarcire il signor Franco.
In particolare, Anas non è mai stata legalmente chiamata in giudizio a rispondere dei fatti contestati, pur essendo la stazione appaltante che aveva affidato all’impresa la realizzazione della strada e delegato alla stessa i relativi espropri. Solo a trent’anni di distanza dai fatti, nel 2011, il signor Arnaboldi ha presentato ricorso per ricevere l’indennizzo da parte di Anas e questo è stato rigettato dagli organi giudiziari competenti in quanto la condanna della società espropriante non poteva in alcun modo gravare su Anas.
Ad ogni modo nel 2001, anche per evitare il ripetersi di situazioni simili, è entrato in vigore il Testo Unico degli espropri che disciplina le procedure espropriative tutelando maggiormente gli espropriati e le cui norme ovviamente sono state immediatamente adottate da Anas. Pertanto casi simili a quelli del signor Arnaboldi non si verificano più.
Tornando però al caso specifico va ricordato che, ancorché dopo un lunghissimo iter giudiziario, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza del 14 marzo 2019 ha dichiarato che lo Stato Italiano deve risarcire il signor Arnaboldi entro tre mesi dal giorno della pubblicazione della sentenza.

Anas Spa