NO mini idroelettrico a Isola di Fondra e Moio de' Calvi

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Il progetto di derivazione a scopo di sfruttamento delle acque del Brembo di Carona denominato Isola con codice VIA41-BG, attualmente sottoposto a valutazione presso la Provincia di Bergamo, non è fattibile, non è funzionale e soprattutto è insanabilmente insostenibile rispetto agli equilibri dell'ecosistema ed all'assetto idrogeologico paesistico idrologico e forestale del luogo.

Questo progetto è presentato non da esperti del settore energia, ma da soggetti che si occupano di edilizia e non sono in grado di garantire le funzioni minime dell'impianto, né hanno presentato seria documentazione a supporto. Hanno cambiato tracciato almeno tre volte ma il procedimento è rimasto sospeso invece di chiudersi; perché? Le relazioni che dovrebbero dimostrare che questo luogo è edificabile, e che gli impatti sarebbero accettabili, sono quantomeno carenti, lacunose, contraddittorie ed in vari punti chiaramente inaccettabili. 

La corsa agli incentivi a costruire nei luoghi ancora naturali delle nostre valli porterebbe beneficio solo a chi costruisce. La valle sarebbe privata dell'unico tratto di fiume ancora naturale e selvaggio, unica vera risorsa per lo sviluppo sostenibile in valle, che non può essere basato se non su un turismo di nicchia all'aria aperta, rispettoso della natura.

La Provincia deve applicare l'art. 4 comma 6 della legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale, che recita: Quando in sede di conferenza di servizi emergono, in base alla normativa vigente, elementi ostativi al rilascio dell'approvazione o anche dell'autorizzazione necessaria per la realizzazione del progetto, i lavori della conferenza si concludono con una proposta di rigetto delle istanze del soggetto proponente, e per il principio di semplificazione dell'azione amministrativa, non è necessario dare corso o ultimare l"istruttoria vera e propria degli aspetti ambientali dell'intervento.

Ai sensi dell'art. 10 della medesima legge, la Regione in caso di inattività di comuni e province esercita un potere sostitutivo.

Chiediamo che le istituzioni rispettino la legge. Aiutateci a far capire che il loro compito è proteggere le comunità locali montane e l'ambiente unico dove vivono. 

Un contributo irrisorio alla Strategia energetica nazionale non può permettere la svendita di un intero, delicato ecosistema di cui le istituzioni sono custodi.