Liberazione degliOrsi catturati ed imprigionati in Trentino

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E' una petizione di protesta e di solidarieta', protesta contro la barbara gestione della presenza degli orsi in Trentino, "importati" come "merci"  e perseguitati braccati e quando non barbaramente uccisi, catturati ed imprigionati. Soltanto per il fatto di esistere e di cercar cibo e soprattutto per aver difeso i propri figli,  le proprie creature, come ogni madre avrebbe fatto! Difese dall'onnipotenza dell'uomo ...padrone assoluto di territori, di boschi, che in natura  dovrebbero appartenere a tutte le specie animali, dovrebbero appartenere alla Madre Terra.. di cui l' uomo e' solo ospite .. ma non padrone, devastatore ed assassino. 

Da 36 ore due attiviste (Barbara Nosari e Ste Sondrio), per la liberazione animale, hanno intrapreso il percorso politico dello sciopero della fame in favore degli e delle Orse segregate in Trentino. La scelta radicale di questa metodologia di lotta non consente compromessi ed è quindi non negoziabile. Smetteranno lo sciopero della fame ad oltranza soltanto quando gli/le Orse non saranno liberate.

Diamo solidarietà a queste due donne coraggiose e determinate.

Qui di seguito il loro comunicato:

<<Comunicato n° 02 del 22 settembre 2020

Premesso che la nostra azione non vogliamo sia letta dalla opinione pubblica come un "chiedere " ai poteri forti aspettando che i medesimi, magnanimamente, ci diano udienza e ci regalino qualche blanda rassicurazione comunichiamo che noi nulla vogliamo ci venga dato o regalato.

E’ il Governo Italiano,la Provincia Autonoma di Trento,il Parco Adamello Brenta che devono Restituire ciò che spetta di diritto agli e alle Ors@

E’ il Governo Italiano,la Provincia Autonoma di Trento, il Parco Adamello Brenta che devono restituire Dignità e Libertà agli/alle Ors@

La Vita a coloro che sono stati uccisi durante tutto l’iter del Progetto Life Ursus non potranno più restituirla. Quegli individui uccisi gridano ancora vendetta ed è giusto e doveroso che ottengano Giustizia anche tramite quanto ai loro simili verrà restituito.

E’ sempre più evidente che il Progetto Life Ursus sta assumendo nel tempo le sembianze di un Progetto Dead Ursus.

Premesso questo, siamo a dire che lo sciopero della fame che abbiamo iniziato alla mezzanotte di lunedì 21 settembre 2020 possiede l’intento politico di impedire che il prezzo da pagare, per una gestione impropria,pressapochista e specista della convivenza umano/orsi sia già implicitamente “addebitato alla pelle dell’Orso”.

Di seguito i punti salienti che sottendono la nostra presa di posizione :

1. Sia restituita Dignità agli/alle Ors@ mediante :

disamina del capitolo 3 della cartella PACOBACE ante e post modifica nello specifico alla voce “Interventi” i quali sottendono, mediante procedure (dalla lettera A alla lettera K) denominate leggere o energiche, a risolvere e/o limitare i rischi connessi alla presenza di un orso “problematico” .

NON esiste l’orso “problematico” in Natura.

E’ una accezione negativa forgiata dal linguaggio scientifico per normare e legittimare una reazione politica che contempli facoltà di togliere vita e libertà al orso qualora questi non manifesti atteggiamenti ritenuti consoni “al criterio soggettivo di giudizio e valutazione specista della società”

NON esiste l’orso “problematico” in Natura.

Esiste l’orso che ottempera di diritto alle sue facoltà vitali ovvero : si muove,si espande,mangia secondo le esigenze specie specifiche,interagisce,reagisce se attaccato, perpetua la sua specie e preserva difendendolo il valore intrinseco legato alla sfera emotiva e affettiva dei legami familiari.

NON esiste l’orso “problematico” in natura.

Esiste invece una natura sempre più, dalla società umana, svilita,deturpata,depredata,assoggettata ai propri falsi bisogni e al relativo delirio di onnipotenza che spinge senza vergogna e in nome di un autoproclamato diritto di prelazione e di predazione legalizzata ad invadere a occupare e restringere impunemente gli spazi che spettano invece per inalienabile diritto di nascita ai veri abitanti dei boschi ovvero gli animali non umani tra i quali spicca l’orso.

“Il Progetto di reintroduzione dell’orso bruno nelle Alpi centrali rappresenta probabilmente, sia per le caratteristiche della specie, sia per le condizioni socio-economiche dell’area di immissione, il più ambizioso intervento di conservazione attiva della fauna mai tentato in Italia” così riportava lo studio di fattibilità per la reintroduzione dell’Orso bruno sulle Alpi Centrali del progetto Life Ursus.

Al atto della stesura e della accettazione del medesimo da parte di tutti gli Enti promotori coinvolti (compreso il 75% della popolazione trentina allora dichiaratasi favorevole) avrebbe dovuto essere chiaro che si stava per rilasciare sul territorio trentino non inanimati pupazzi ma Orsi Orse in carne ed ossa. Come avrebbe dovuto essere chiaro che la convivenza uomo orso deve essere pianificata e regolamentata secondo norme e procedure di azione che “disciplinino” non la presenza schiva e solitaria degli orsi, bensì l’intromissione sempre più incalzante nel loro habitat naturale da parte della incontrollata antropizzazione umana.

Tradotto :
Condizione non negoziabile ai fini della sospensione dello sciopero della fame è la soppressione degli interventi ante e post modifica PACOBACE contraddistinti dalle lettere J e K.
Lettere apparentemente innocue ma che in realtà significano in ambo i casi la morte per l'orso, immediata o differita nel tempo a seconda che la lettera sia J e quindi captivazione permanente o K abbattimento.

E' inaccettabile che un attacco di un orso (con contatto fisico) a difesa della propria prole o della propria preda o perché provocato in altro modo sia "punito" con la prigionia definitiva e ora, dopo il decreto modifica addirittura con la morte, alla stregua di un alquanto improbabile e mai verificato attacco (con contatto fisico ) di un orso senza essere provocato.

La soppressione dei suddetti interventi J e K deve essere controbilanciata con una seria applicazione e rispetto dei restanti punti in particolare B - C - E - F la cui corretta messa in opera in tutte le sue parti costituisce già da se un deterrente sia per l'orso sia per l'umano a favorire incontri. A riguardo del punto E occorre non dimenticare che M57 è stato peraltro catturato mentre rovistava nei cassonetti della spazzatura e il punto C sistematicamente viene disatteso come già lamentato nel progetto.

1.1) creazione in Libertà di zone "a perdere" per quanto concerne produttività umana, che siano destinate esclusivamente al passaggio o allo stazionamento dell'orso soprattutto durante il periodo di iperfagia precedente il sonno invernale considerato che l'orso non è un pupazzo inanimato e necessita di mangiare.

2) Sia restituita Libertà agli/alle orse mediante :

2.1) Rilascio in Libertà su territorio trentino quanto prima degli animali attualmente prigionieri presso il recinto del Casteller con tutte le sicurezze per gli orsi derivate dalla effettiva applicazione delle procedure di controllo dalla A alla H (con particolare riguardo a quelle sopra evidenziati come determinanti) alla voce "Interventi" del capitolo 3 della cartella PACOBACE

2.2) Successivo,qualora necessario e fattibile, trasferimento in Libertà in altri territori anche europei (compreso paese di origine dei capostipiti del progetto Life Ursus con dichiarazione del fallimento dello stesso per incapacità politica italiana) purché il trasferimento sia concordato e pienamente accettato a livello istituzionale e sociale dai paesi riceventi e siano poste in essere tutte le condizioni atte a garantire che nessun fine di lucro o di marketing contraddistinguerà la destinazione degli orsi.

Tradotto :
Condizione non negoziabile ai fini della sospensione dello sciopero della fame è la Liberazione,comprovata, il prima possibile, dei prigionieri del Casteller.

Il Casteller sebbene fosse stato presentato come una area da destinarsi agli orsi con una superficie di ben 8 ettari quindi 80.000 mq in realtà, come da rilevazioni di Google Maps, lo spazio effettivamente calpestabile dagli orsi è 0,7 ettari quindi 7.000 mq da dividere in tre,ulteriormente decurtati dalla ferraglia e dalla muratura che contraddistinguono questo gabbione che sino a poco tempo fa la politica trentina sfoggiava pomposamente come "oasi".

I prigionieri del Casteller rispondono alle seguenti sigle identificative :

- DJ3 Figlia di Daniza e Joze reclusa dal lontano 2011 per avere semplicemente mangiato. Aveva infatti predato una pecora.

- M57 il 22 agosto 2020 alle porte del paese di Andalo (zona peraltro segnalata come frequentata dagli orsi ) in prossimità di un laghetto si è reso protagonista di un incontro ravvicinato con contatto, in tarda serata, con un carabiniere il quale ha riportato alcune ferite non gravi.
La dinamica della scena ovviamente può essere raccontata solo da un attore non avendo voce in capitolo l'orso che ha continuato a rovistare nei assonetti, (non a norma anti intrusione quindi),ed è stato catturato e trasportato, come da intervento J del capitolo 3 della cartella PACOBACE, al Casteller in stato di captivazione permanente.

M49 conosciuto anche come Papillon protagonista assoluto di resistenza animale con ben due fughe dal famigerato gabbione del Casteller. E' il prigioniero in stato di captivazione permanente, (ha subito anche la tortura del bunker nonché sedazione prolungata) per essere stato giudicato colpevole di atteggiamento problematico di grado 14 della tabella 3.1 PACOBACE, ovvero avere prodotto danni ai patrimoni con ripetuti tentativi di intrusione nelle malghe alla ricerca di cibo. Perchè solo ora si scopre che gli orsi mangiano.

Alla sopracitata lista aggiungiamo la sigla JJ4 orsa di 14 anni, figlia di Jurka, uno dei primi esemplari di orso sloveno del progetto Life Ursus, sulla quale pende, come una spada di Damocle, la seconda ordinanza del presidente della provincia di Trento che,vedendosi sospendere dal TAR quella di abbattimento (K) procede con quella di captivazione permanente (J) anche essa sospesa fino al 8 ottobre.

L'orsa JJ4 il 22 giugno sul monte Peller aveva reagito con un attacco-difesa alla intrusione sul suo territorio da parte di due cacciatori perchè è madre di due cuccioli e ha temuto per loro.

Tradotto:
Condizione non negoziabile ai fini della sospensione dello sciopero della fame è lo stralcio della ordinanza di captivazione permanente e di abbattimento.

(Per questa sera è tutto. Il primo giorno di astensione dal cibo sta terminando. Il peso di entrambe verrà documentato settimanalmente. Abbiamo ritenuto opportuno non condividere per ora con voi questo dato che sarà la prova tangibile della nostra lotta a favore della libertà e della giustizia)

Grazie a tutt@ coloro che già sin dal primo post ci hanno mostrato solidarietà e che continueranno a farlo.

Quella solidarietà tra animali che ci ha spinto ad intraprendere questa forma di lotta