

TRISTI ELENCHI DA ESAMINARE ATTENTAMENTE, AL FINE DI COMPRENDERE LA NECESSITÀ DI ATTIVARE URGENTEMENTE CORRETTE POLITICHE DI PREVENZIONE IN ITALIA
Per attivare, in Italia, le auspicate adeguate politiche di prevenzione sismica, anche grazie ad un’utilizzazione molto più vasta di quella attuale dell’isolamento sismico e delle altre moderne tecnologie antisismiche, è essenziale conoscere il rischio sismico, in termini delle sue tre componenti (pericolosità sismica, cioè violenza del terremoto, vulnerabilità sismica, cioè capacità delle strutture di resistere a quel terremoto, ed esposizione, cioè valore delle strutture e dei loro contenuti) a cui sono soggette le costruzioni nelle varie zone del nostro Paese.
A tal fine, è utile confrontare i più violenti terremoti accaduti in Italia con quelli avvenuti nel resto del mondo:
https://www.meteoweb.eu/2025/04/terremoti-violenti-catastrofici-mondo-italia/1001773800/.
Dagli elenchi riportati nel mio articolo summenzionato, si nota immediatamente che, a livello mondiale, la maggior parte dei terremoti che causarono più vittime non furono quelli più violenti: infatti, dei 14 eventi che causarono il maggior numero di vittime solo uno (quello di Sumatra del 26 dicembre 2004, di M = 9,1-9,3, con 230.000 vittime) compare pure nell’elenco dei 40 terremoti più violenti (M > 8,0). Inoltre, tra i 40 terremoti più violenti a livello mondiale non vi è nessuno di quelli che colpirono l’Italia. Nonostante ciò, il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 (di Mw = 7,1) risulta al 12° posto, a livello mondiale, per numero di vittime dovute all’evento (125.000). Tutto ciò è dovuto, oltre che, talora, all’urbanizzazione maggiore nelle aree colpite dai terremoti che provocarono più vittime, alla vulnerabilità sismica dell’edificato in tali aree spesso maggiore: data la pericolosità sismica più bassa, in Italia, rispetto a quella di numerosi altri Paesi, ciò significa che la vulnerabilità del nostro costruito è assai più alta di quella che caratterizza altri Paesi.
Urge, quindi, attivare, in Italia, adeguate politiche di prevenzione sismica: non vorremmo più vedere immagini come quelle mostrate nelle figure.