

IL TERREMOTO DI OGGI NEL MYANMAR SOTTOLINEA LA NECESSITÀ DI ADOTTARE OVUNQUE, QUANTOMENO PER LE OPERE IMPORTANTI, TERREMOTI DI PROGETTO CON MARGINI DI SICUREZZA ADEGUATI RISPETTO AGLI EVENTI AVVENUTI NEL PASSATO
Nel Myanmar si erano già verificati, nel passato (dal 1900), sei terremoti (forse dimenticati) di magnitudo uguale o superiore a 7,0, dei quali uno (nel 1988) di magnitudo 7,7, come quello di oggi, ed uno (nel 1912) di magnitudo 7,9. Non è detto, quindi, che un evento più violento di quello di oggi non possa colpire il Myanmar in futuro.
Ricordo che la scala delle magnitudo è logaritmica: un aumento della magnitudo di un'unità comporta un aumento dell'energia sismica di più di 30 volte.
Data l'incertezza che caratterizza il futuro, ovunque, quantomeno nel progetto di opere importanti, è d'obbligo far riferimento a terremoti sufficientemente più violenti di quelli che risultano già avvenuti.
Noi l'abbiamo già scritto per il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, criticando che, per esso, sia stata assunto un valore di magnitudo pari a 7,1, cioè senza adottare alcun margine di sicurezza rispetto al valore, peraltro teorico (in quanto riguarda eventi antichi), che caratterizzò il terremoto della Calabria Meridionale del 1783 e quello di Messina e Reggio Calabria del 1908.
Il valore di magnitudo di 7,8 che abbiamo suggerito per il ponte sullo Stretto di Messina ci pare più che adeguato.