

Il Cile è un Paese assai più sismico dell’Italia: infatti, mentre il Italia il massimo terremoto avvenuto in tempi storici fu l’evento della Val di Noto, in Sicilia, del 9÷11/01/1693, di Mw=7,3, quello che colpì il Cile fu di M=Mw=9,5: l’evento di Valdivia del 22/05/1960. Inoltre, in Cile, si sono già verificati 22 terremoti di M›8,0. Però, mentre le scosse della Val di Noto ed i successivi maremoti uccisero oltre 60.000 persone, le vittime del sisma di Valdivia (e del maremoto da esso innescato) furono “solo” 3.000. Il motivo di ciò è da ricercarsi non solo nella minore densità abitativa, in Cile, ma anche nella migliore qualità delle sue costruzioni, quanto a resistenza sismica.
L’articolo, pubblicato da Meteoweb, verte sull’anniversario di quello che, per violenza, fu il secondo terremoto ad aver colpito il Cile: l’evento verificatosi il 27/02/2010 con epicentro nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di Maule.
È sottolineato che, nonostante la violenza delle scosse sismiche risentite pure a Santiago, i due edifici isolati sismicamente ivi presenti restarono totalmente integri: la “Comunidad Andalucia” ed il “Nuevo Hospital Militar La Reina” (la figura mostra uno degli isolatori).
Dato che dal 70% all’80% delle costruzioni risulta tuttora, in Italia, sismicamente insicuro, è urgente attivare, anche nel nostro Paese, corrette politiche di prevenzione dei rischi naturali, in particolare di quello sismico, e che si faccia un uso assai più ampio di quello attuale dell’isolamento sismico e delle altre moderne tecnologie antisismiche. A tal fine, confido che il numero delle firme a questa petizione possa crescere ulteriormente: esso è già pari a 1.192.