

Però, non dimentichiamo che, in passato, nel mese di marzo, vi furono anche eventi assai più devastanti, e pure in Italia
Come è sottolineato nell’articolo, quest’anno, dopo i terremoti (di magnitudo momento massima Mw max = 7,9) che, in febbraio, devastarono la Turchia e la Siria, fortunatamente, nel mese di marzo, si sono verificati solo due sismi violenti: il primo, con ipocentro profondo, fra il Perù e l’Ecuador il 18 marzo (di magnitudo Richter stimata Ms = 6,5÷6,8), il secondo, con ipocentro ancora più profondo, ieri in Afghanistan (di M ≈ 6,6).
Occorre, però, ricordare che, in passato, terremoti talvolta ben più violenti di quelli recenti in Perù ed Ecuador ed in Afghanistan devastarono, in marzo, altri Paesi, Italia inclusa.
In Italia, fortunatamente, non risulta essersi mai verificato (almeno in tempi storici) un terremoto di magnitudo pari a quelle degli eventi del passato o di febbraio di quest’anno in Turchia ricordati nell’articolo (il sisma più violento fu quello della Val di Noto, in Sicilia, dell’11 gennaio 1693, di Mw = 7,3). Però, è evidente che pure il nostro Paese è ad elevato rischio sismico e che, in alcune zone (ad esempio, in Sicilia), è pure ad elevato rischio di maremoti (come quello accaduto, ad esempio, nella Val di Noto nel 1693).
Pertanto, ribadisco che è indispensabile e molto urgente che siano avviate, in Italia, corrette politiche di prevenzione del rischio sismico (oltre che degli altri rischi naturali), come è richiesto nella petizione da me lanciata alla fine del 2020 (https://chng.it/4RKbRXvW che, a tutt’oggi, è già stata firmata da 960 persone.
Confido, poi, che il MIT dia rapidamente seguito alla prima proposta di legge che, recentemente, abbiamo ad esso presentato: ricordo che tale proposta è relativa alla prevenzione del rischio sismico per le scuole e per gli ospedali, perché questi sono gli edifici strategici ritenuti più importanti (per tali edifici, si prevede, fra l’altro, l’incentivazione dell’utilizzazione dell’isolamento sismico e degli altri moderni sistemi antisismici).
Confido pure che il MASE accolga, con altrettanta rapidità, la proposta da me fatta, nella mia qualità di membro della sua Commissione AIA/IPPC, di incaricare detta Commissione di verificare pure la sicurezza sismica ed a fronte possibili maremoti degli impianti chimici RIR e di incentivare l’utilizzazione dei moderni sistemi antisismici anche in questi impianti.