Petition updateCHE SI INIZINO FINALMENTE AD ATTUARE SERIE POLITICHE DI PREVENZIONE DAI RISCHI NATURALI!I BRONZI DI RIACE, PROTETTI (ALMENO SPERO) DAI TERREMOTI
Alessandro MartelliSan Lazzaro di Savena (BO), Italy
Jan 23, 2023

Ieri, nel primo pomeriggio, la RAI ha ricordato nuovamente il ritrovamento dei Bronzi di Riace, più di 50 anni fa (il 16 agosto 1972), nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria. Essi furono avvistati, quasi per caso, sul fondale marino (ad 8 metri di profondità), da Stefano Mariottini, un giovane sub dilettante romano.

Le due stupende statue di bronzo (ora denominate “Il Giovane” ed “Il Vecchio”), di provenienza greca e databili attorno al 450 a.C., sono a noi pervenute in eccezionale stato di conservazione. Sono alte, rispettivamente, 1,98 m ed 1,97 m; il loro peso, originariamente di 400 kg, ora è diminuito a circa 160 kg, grazie alla rimozione della terra di fusione.

Si suppone che esse (forse un tempo appartenenti ad un gruppo statuario) fossero state gettate a mare per alleggerire il carico della nave che le trasportava, ovvero che tale nave fosse affondata con esse a bordo.

Da dicembre 2013, i Bronzi di Riace si trovano definitivamente al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria (Figg. 1 e 2). Io avevo già potuto ammirarli diversi anni prima.

Dato che il suddetto servizio di RAI 3 non ne ha parlato, ritengo utile ricordare che, in considerazione dell’elevata sismicità della Calabria, nel 1996, ambedue i capolavori furono protetti (per la prima volta in Italia, per singole statue) da un sistema di isolamento sismico. Si trattò, allora, di due sistemi solo bidirezionali, in considerazione del fatto che le due componenti più pericolose dei terremoti sono quelle orizzontali. Ciascuno dei due sistemi (Fig. 3) era costituito (seguendo l’esempio di precedenti applicazioni giapponesi a strutture relativamente leggere, come sono i Bronzi di Riace) da 3 strati di 4 piccoli isolatori elastomerici ad alto smorzamento (High Damping Rubber Bearing o HDRB). Ne scrissi in un mio articolo pubblicato da Meteoweb l’8 giugno 2021 (https://www.meteoweb.eu/2021/06/isolamento-sismico-la-protezione-delle-opere-darte-dal-terremoto/1694680/).

Per l’esposizione definitiva dei Bronzi di Riace al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, i due sistemi originari d’isolamento sismico bidirezionale summenzionati furono poi sostituiti da due sistemi tridirezionali, sviluppati, nel 2011, dall’ENEA, nell’ambito di una collaborazione con la Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e del Paesaggio della Calabria.

Tali due nuovi sistemi (Fig. 4) sono “a rotolamento”, per quanto riguarda la protezione dei due capolavori dalle sollecitazioni sismiche orizzontali. Ciascun sistema, infatti, consta in una base costituita da due blocchi di marmo di Carrara sovrapposti; entrambe le superfici interne dei due blocchi presentano (in modo speculare) quattro calotte concave, nel mezzo delle quali sono collocate quattro sfere, anch’esse di marmo di Carrara. Tra i due blocchi sono poi installati elementi dissipativi in acciaio inox, per consentire pure l’isolamento sismico nella direzione verticale.

Fui (e tuttora sono) molto lieto dell’applicazione dell’isolamento sismico ai Bronzi di Riace, per consentirne la protezione da terremoti anche violentissimi, ma, come già sottolineai nel mio articolo succitato, ribadisco che la soluzione più efficace (se è fattibile) per proteggere i nostri capolavori dai terremoti è (come mi pare ovvio), quella di isolare alla base gli interi musei che li contengono, così da proteggere adeguatamente tutte le opere in essi contenute.

Come già citai, quasi due anni fa, su Meteoweb, ciò è stato già fatto da tanto tempo in vari Paesi (però, ancora mai in Italia!), sia per musei di nuova costruzione che anche per adeguamenti sismici di musei esistenti. Fra le prime applicazioni ricordo:

• il Te Papa Museum a Wellington (Nuova Zelanda), costruito nel 1992; 

• il nuovo Art Museum, situato nel Golden Gate Park di San Francisco (California, USA), eretto in sostituzione dell’edificio preesistente (che era stato severamente danneggiato dal terremoto di Loma Prieta di 17 ottobre 1989, di magnitudo M = 7,1) ed inaugurato nel 2005;

• il Museo dell’Acropoli nel Centro Onassis di Atene (Grecia), la cui costruzione terminò nel 2006, con l’utilizzo di 94 isolatori a pendolo scorrevole (del tipo Sliding Isolation Pendulum – SIP), forniti dall’azienda manifatturiera tedesca Maurer;

• il Maritime Museum di Wellington (Nuova Zelanda), il cui adeguamento con l’isolamento sismico terminò già nel 1993;

• la nuova sede dell’Asian Art Museum di San Francisco (California, USA), realizzata, su progetto del famoso architetto italiano Gae Aulenti, adeguando sismicamente, con isolatori HDRB, la preesistente San Francisco Main Library (2003);

• il National Western Museum (Le Corbusier, di Tokyo, Giappone), adeguato sismicamente nel 2009, anche in considerazione della rinomanza dell’architetto che lo aveva progettato.

Da tempo vi sono, comunque, anche importanti esempi di isolamento sismico di singoli capolavori, in diversi Paesi. Fra le prime applicazioni italiane di tal tipo sono da ricordare, oltre a quella ai Bronzi di Riace, quelle (pure citate nel mio articolo pubblicato da Meteoweb nel 2021):

• alla statua bronzea dell’Imperatore Germanico al Museo di Perugia ed al Satiro Danzante di Mazara del Vallo, protetti dallo stesso sistema multistrato di isolatori HDRB precedentemente citato per i Bronzi di Riace;

• alle statue di Scilla e Nettuno al Museo di Messina, protette, invece, da un sistema costituito da dispositivi in leghe a memoria di forma (Shape Memory Alloy Device – SMAD) e, in parallelo, da isolatori a scorrimento a superficie piana (Sliding Device – SD), tutti forniti dalla Società italiana FIP Industriale di Selvazzano Dentro, Padova; 

• alla Barca Romana del Museo di Ercolano (in provincia di Napoli), protetta nel 2008 con dispositivi antisismici tridirezionali, costituiti da 3 sfere d’acciaio (inserite fra piastre pure d’acciaio) e da un cilindro di ricentraggio in gomma (per l’isolamento sismico nel piano orizzontale), nonché da una molla e da un dissipatore viscoso (per l’isolamento nella direzione verticale).

Evidentemente, però, isolare sismicamente le singole opere d’arte all’interno dei musei non è sufficiente: occorre garantire anche che nulla crolli loro addosso durante un terremoto!

Quanto ai Bronzi di Riace, confido, quindi, che non siano possibili crolli, nel Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria che li ospita, tali da comprometterne l’integrità, neppure nel caso in cui si ripetessero sismi di violenza almeno pari a quella degli eventi avvenuti nell’area di Reggio Calabria in passato. Si ricordino, ad esempio:

• il Terremoto del Calabria Meridionale del 1783, di magnitudo momento massima Mw max = 7,1 (https://www.meteoweb.eu/2021/02/i-terremoti-ed-i-maremoti-della-calabria-meridionale-del-1783-foto/1544127/);

• il Terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908, pure di Mw = 7,1 (https://www.meteoweb.eu/2020/12/terremoti-prevenzione-ing-martelli-italia-zone-molto-sismiche-scosse-significative-non-buon-segno/1521657/).

Per concludere, ripeto nuovamente l’invito a firmare questa petizione, da me indirizzata, alla fine del 2020, al nostro Governo, ai nostri Governatori Regionali ed ai Segretari dei nostri partiti politici, affinché si attivino finalmente e con urgenza per una seria prevenzione del rischio sismico e degli altri rischi naturali (http://chng.it/gf7T6ZVF).

Adeguate politiche di prevenzione dal rischio sismico e dagli altri rischi naturali sono indispensabili non solo per proteggere i nostri capolavori, ma anche per PROTEGGERE LE NOSTRE VITE E QUELLE DEI NOSTRI POSTERI.

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