SALVA LA PASTICCERIA PIRONA-LUOGO DI JOYCE SAVE PIRONA PASTRY SHOP-A JOYCE’S PLACE

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SALVIAMO LA PASTICCERIA PIRONA – LUOGO DI JOYCE

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(text in English after the Italian one)

Questa petizione ha l’obiettivo di salvare dall’abbandono e dal degrado la Pasticceria Pirona ora di proprietà dell’Unicredit, un colosso finanziario italiano, dove Joyce veniva qui quasi ogni mattina a fare colazione, ghiotto dei suoi vini e dei suoi dolci, e a scrivere i primi due capitoli del suo “Ulysses” iniziando il terzo e poi anche i capitoli XIII e XIV; ma l’obiettivo non è solo salvare, ma anche di veder rinascere questo locale nella sua tradizione, per poter regalare a tutti gli amanti di questo eccezionale scrittore irlandese la gioia e l’incanto di vivere un luogo a lui così abituale.

L’importanza centrale di questo genio nella storia della lettura moderna è incontestabile, come pure è incontestabile il suo ruolo di faro in quella costruzione del discorso composto da linguaggio e insieme fonetica che si realizza mirabilmente in quei pensieri apparentemente disordinati e sconnessi che tuttavia fanno sì che venga mostrata la complessità della nostra mente e Trieste, la città che Joyce chiamava la sua “seconda patria”, ha un ruolo centrale per capire questo scrittore e il rapporto con il suo vissuto, tanto che potremmo, per certi versi, dirla seconda solo a Dublino quanto alla utilità per meglio comprendere la sua vita e le sue opere. Non bisogna infatti scordare che, durante il suo soggiorno nella città adriatica, Joyce completa la raccolta di racconti Gente di Dublino, pubblica una seconda stesura della raccolta di poesie Musica da camera, scrive il poema in prosa autobiografico Giacomo Joyce (opera interamente ambientata a Trieste), inizia e termina il dramma Esuli e, come abbiamo già detto, mette mano al lavoro che gli darà fama internazionale: l’Ulisse.

Importantissima è la sua affinità-amicizia con il triestino Ettore Schmitz alias Italo Svevo, “scrittore negletto” secondo le stesse parole di Joyce, che lo conosce nel 1907 quando Svevo deve imparare l’inglese; Svevo è considerato uno dei modelli di Leopold Bloom, soprattutto negli aspetti più propriamente ebraici, anche la moglie di Svevo, Livia Veneziani, è fonte di ispirazione per Joyce che ne evoca la lunga chioma fulva descrivendo le acque della Liffey, il fiume che attraversa Dublino, in Anna Livia Plurabelle uno dei capitoli di Finnegans Wake.

Trieste entra tanto nel pensiero di Joyce che questi ne acquisisce e padroneggia fin il dialetto, famosa la sua lettera a Svevo, rigorosamente in dialetto triestino. E’ assolutamente probabile che al Pirona Joyce parlasse in dialetto, in quel locale a pochi passi da una delle sue case triestine che sorgeva in una zona che testimonia con i suoi palazzi il fiorire del tardo neoclassico a Trieste; la pasticceria, in delicato stile liberty, fu subito meta di nobiltà, borghesia e intelligenza triestina, la frequentavano letterati e scrittori e piace immaginare Joyce qui intento a comporre l’incipit e alcuni capitoli dell’Ulysses al tavolino, tra un bicchiere di vino e una «pastina» ordinati in dialetto perfetto. Non è questa un’immagine suggestiva, ma risponde a una realtà storica, una realtà che altrove hanno apprezzato, che altrove conservano gelosamente, una realtà che ci invidiano!

Basti pensare, per capire quanto il mondo tenga alla figura e all’opera di Joyce, che per Bloom, il personaggio centrale dell’Ulisse, si è creata una festa internazionale, il Bloomsday, l'unica festività internazionale a riconoscimento di un'opera d'arte, che riunisce in tutto il mondo studiosi, devoti e il pubblico in generale; una festa dove si leggono parti degli scritti di Joyce, si suona la sua musica, si approfondiscono le sue tematiche.

Anche Trieste ha il suo Bloomsday, organizzato dal Museo James Joyce e che compete per ricchezza di eventi quasi con quello di Dublino, ma in quella città si potrà andare da Sweeny’s , a Trieste chi verrà troverà desolatamente chiusa la Pasticceria Pirona, abbandonata, con cartelli di vendita, di aste, di riferimenti per chi vuole acquistare e anche il segno di un vandalo … è così da più di un anno e nessuno fa ancora nulla!

Per questi motivi chiediamo di firmare una petizione che qui potrai leggere e che verrà consegnata ai soggetti pubblici e privati che devono farsi carico affinché questo patrimonio, che non è solo di Trieste, ma di tutti coloro che amano questo formidabile scrittore che ha innovato la letteratura in modo così profondo, non vada disperso, rimanga a ricordarci un uomo eccezionale, un tempo di Trieste incredibilmente proficuo dal punto di vista culturale e sociale; firmiamo perché si riconosca alla Pasticceria il valore storico, artistico, testimoniale che essa riveste per la città e per il mondo dell’arte e perché torni ad aprire le sue vetrine liberty sullo splendido locale, conservando la tradizione pasticcera e la reputazione di caffè letterario che tuttora numerosi operatori, anche nel settore turistico, gli attribuiscono con ammirazione.

SAVE PIRONA PASTRY SHOP – A JOYCE’S PLACE

The purpose of this petition is to save from abandonment and decay the “Pirona Pastry Shop”, currently owned by Unicredit, a powerful Italian investment bank. Joyce used to have breakfast at Pirona’s every morning, being very partial to their wines and their pastries. Here, he also wrote the first two chapters of his famed Ulysses, as well as beginning chapters 3, 13 and 14.

Our aim is not only to save this establishment, but to see it reborn so to provide every lover of this exceptional Irish writer with the joy and the enchantment of experiencing a place so familiar to him.

The central importance of this genius in the history of modern literature is undeniable, especially considering his ground-breaking contribution to how the relationship between language and phonetics evolved throughout his century: by the means of his revolutionary prose, he unveiled the complexity of human minds through apparently scattered, disconnected pieces of thought.

Trieste, the city whom Joyce used to call his “second motherland”, is crucial to the understanding of this writer and his relationship with his own life. We could even say Trieste is second only to Dublin as far as relevance in the study of Joyce’s works is concerned. It is to be born in mind that, during his stay in this Adriatic city, Joyce completed Dubliners, published a second version of Chamber Music, wrote the autobiographical poem in prose Giacomo Joyce which he set entirely in Trieste, created the theatrical piece Exiles and started working on his internationally acclaimed masterpiece, Ulysses.

Extremely relevant is his friendship with the local writer Italo Svevo, “neglected writer” according to Joyce’s own words. The couple met in 1907 when Svevo started studying the English language. Svevo is one of the models for Leopold Bloom, especially in those aspects more closely related to Jewish identity. Even Svevo’s wife, Livia Veneziani, proved inspirational to Joyce as it can be read in “Anna Livia Plurabelle”, a chapter from Finnegans Wake where the description of the river Liffey in Dublin recalls Livia’s own auburn hair.

Trieste is so central in Joyce’s thoughts and experiences that he would end up mastering its dialect. He famously wrote to Svevo a letter in perfectly sound Triestino. It is extremely plausible that Joyce spoke this dialect at Pirona’s, an establishment close to one of his homes in the city located into an area whose architecture showed the rise of late neoclassical styles in Trieste. This pastry shop, designed in delicate art nouveau fashion, had immediately become a rendezvous for the aristocracy and the bourgeoise alike, as well as for scholars and writers such as Joyce himself. We like to think of him sitting at a small table, intent on working on his Ulysses amongst a glass of wine and a pastina (a small pastry) ordered in perfect Triestino. This is not a pleasant mental image, but the actual representation of an historical truth appreciated and envied from all over!

To fully grasp how much the world cares about Joyce and his works, it is enough to think about “Bloomsday”, the international celebration of the main character in Ulysses, who to this day is the only international celebration devoted to a single work of art. “Bloomsday” unites scholars and fans from all over the world, in a festive chance to partake into readings of Joyce’s books, listen to his music, deepen the study of his works’ themes.

Trieste too has its “Bloomsday”, organised by the “James Joyce Musem”, and it almost competes in richness of events with the one held in Dublin. In the latter city, though, you could go to “Sweeny’s”, in Trieste whoever comes would find the Pirona Pastry Shop sadly closed and abandoned, as it has been for over a year now.

For these reasons we ask you to sign this petitition that it is going to be delivered to those public and private actors which must bear the responsibility of preserving this heritage which is not only Trieste’s but is due to everyone who loves this formidable writer who completely revolutionised literature.

Sign this petition for Pirona Pastry Shop to be reopened so to remind us of an exceptional man, an extremely interesting and rich time period for Trieste, both culturally and socially. You would help us have Pirona’s artistic and historical value duly recognised and have its art nouveau windows opened again on this splendid establishment, that is still widely admired by numerous actors especially in tourism.



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