
Illustrissimi responsabili del seminario vescovile di Acqui Terme e fiancheggiatori,
Vi informo che, essendo alla fine del lockdown, nel mese di giugno e seguenti, verrete visitati dagli incaricati del recupero crediti sia nei miei confronti sia nei confronti di quelli che avevano lasciato beni in custodia a Villa Malesia (ex Villa Paradiso), dalla società albanese che gestisce il tutto.
Informo anche tutti coloro che, ignari di quello che è successo e sta succedendo dentro le mura del vescovado e della curia, oltre al seminario vescovile di Acqui Terme, che, nel caso si fossero impossessati di beni, oggetti e quant'altro presso Villa Malesia (ex Villa Paradiso), così come nelle mie proprietà in Finale Ligure, verranno anch'essi visitati dagli esattori.
Il tentato omicidio di don Giacomo, così come anche la tentata eliminazione del sottoscritto per via giudiziaria col supporto catto-massonico (che ha sempre affiancato il precedente vescovo come l'attuale), non ha fermato il caso e, soprattutto, non ha spento la mia sete di giustizia, dovuta anche alle torture subite in questi ultimi anni.
Di seguito, al link: https://trucioli.it/2020/04/30/varazze-villa-paradiso-story-e-diocesi-di-acqui-terme-in-appello-5-condanne-per-diffamazione-a-don-rovera-risarcimento/ , troverete la sentenza emessa dal Tribunale di Torino, presto pubblicata sugli organi d'informazione stabiliti dallo stesso.
Detta sentenza mette in evidenza quanto subito da don Giacomo, oltre alla persecuzione nei miei confronti.
Tutto ciò ha avuto origine dalle mie denunce sul commercio degli organi umani, che vedeva in don Giacomo il principale testimone, quindi, sono emerse anche altre operazioni di riciclaggio, passate purtroppo attraverso organi della chiesa di Acqui Terme.
Personalmente, mi sono rivolto anche ad altri tribunali, in sede internazionale, onde arrestare sia il commercio degli organi umani, sia per ottenere giustizia, per tutte le sofferenze createmi.
Faccio appello anche a coloro che conoscono il caso e che tacciono, onde supportarmi, affinché si chiuda questa brutta pagina della chiesa acquese.
renato bonora