
Dopo la proposta di legge presentata da Fratelli d'Italia per abolire la legge che punisce la tortura, ieri il ministro della Giustizia Nordio ha sottolineato come la volontà del governo non sia quella di abrogare la legge, ma di chiedere solo "aggiustamenti tecnici".
Ogni tipo di cambiamento alla legge, va sottolineato, rischia di mettere in crisi i procedimenti in corso oltre a quelli già conclusi in primo grado di giudizio.
Alcuni di questi cambiamenti normativi potrebbero infatti richiedere verifiche relativamente ai processi, i capi di imputazione e la conformità con le nuove norme, bloccandone di fatto lo svolgimento e vanificando l'opera di accertamente della verità che la magistratura sta compiendo.
Anche per questo ci opporemmo a questi tentativi di modifica della norma.
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