

CHE LA RIFORMA DELLE PROVINCE NON SI TRASFORMI NEL FALLIMENTO DELLO STATO SOCIALE
Il problema
CHIEDIAMO CHE LA RIFORMA DELLE PROVINCE NON SI TRASFORMI NEL FALLIMENTO DELLO STATO SOCIALE
La Legge Delrio (L. 56/2014), nel ridisegnare confini e competenze delle amministrazioni locali, prevedeva espressamente che il transito di funzioni provinciali sarebbe avvenuto trasferendo le correlate risorse finanziarie, patrimoniali e di personale, verso gli enti destinatari che ne avrebbero dovuto garantire la prosecuzione.
La Legge 190/2014 (legge di stabilità per l’anno 2015) ha reso finanziariamente impossibile l’attuazione della L. Delrio, imponendo alle Province, già in difficoltà a seguito dell’azzeramento di risorse finanziarie statali operato dal 2013, di versare entrate proprie (proventi da RCAuto ed IPT) al bilancio dello Stato, per 1 miliardo di euro nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017, impedendo di fatto il trasferimento di funzioni, personale e risorse (come peraltro sottolineato nella Relazione 2015 della Corte dei Conti sul riordino delle Province).
La formale disapplicazione delle previsioni della Legge Delrio da parte della Legge 190/2014 sta provocando il dissesto di tutte le Province italiane e delle Città Metropolitane prima ancora di aver garantito l’esercizio delle funzioni di competenza, con gravissime ripercussioni sulla collettività territoriale che si vedrà privata di servizi correlati a contesti per essa fondamentali: scuola ed istruzione secondaria di secondo grado ed artistica, compresa l'edilizia scolastica; assistenza e trasporto studenti disabili; risparmio e rendimento energetico; autoscuole; difesa del suolo; tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità; protezione civile; valorizzazione dei beni culturali; turismo; viabilità e trasporti; protezione della flora e della fauna; parchi e riserve naturali; caccia e pesca nelle acque interne; organizzazione e controllo dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore, ecc..
A tutti i potenziali disservizi elencati vanno aggiunte le gravi situazioni di disagio sociale che si stanno già verificando a causa dell’impossibilità di molti enti “riformati” di provvedere al pagamento degli stipendi dei propri dipendenti, gettando nel più assoluto sconforto migliaia di famiglie.
Con la presente petizione si chiede uno specifico intervento normativo per la soppressione del comma 418 della L. 190/2014, e quindi del relativo contributo previsto a carico delle Province e delle Città metropolitane.

Il problema
CHIEDIAMO CHE LA RIFORMA DELLE PROVINCE NON SI TRASFORMI NEL FALLIMENTO DELLO STATO SOCIALE
La Legge Delrio (L. 56/2014), nel ridisegnare confini e competenze delle amministrazioni locali, prevedeva espressamente che il transito di funzioni provinciali sarebbe avvenuto trasferendo le correlate risorse finanziarie, patrimoniali e di personale, verso gli enti destinatari che ne avrebbero dovuto garantire la prosecuzione.
La Legge 190/2014 (legge di stabilità per l’anno 2015) ha reso finanziariamente impossibile l’attuazione della L. Delrio, imponendo alle Province, già in difficoltà a seguito dell’azzeramento di risorse finanziarie statali operato dal 2013, di versare entrate proprie (proventi da RCAuto ed IPT) al bilancio dello Stato, per 1 miliardo di euro nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017, impedendo di fatto il trasferimento di funzioni, personale e risorse (come peraltro sottolineato nella Relazione 2015 della Corte dei Conti sul riordino delle Province).
La formale disapplicazione delle previsioni della Legge Delrio da parte della Legge 190/2014 sta provocando il dissesto di tutte le Province italiane e delle Città Metropolitane prima ancora di aver garantito l’esercizio delle funzioni di competenza, con gravissime ripercussioni sulla collettività territoriale che si vedrà privata di servizi correlati a contesti per essa fondamentali: scuola ed istruzione secondaria di secondo grado ed artistica, compresa l'edilizia scolastica; assistenza e trasporto studenti disabili; risparmio e rendimento energetico; autoscuole; difesa del suolo; tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità; protezione civile; valorizzazione dei beni culturali; turismo; viabilità e trasporti; protezione della flora e della fauna; parchi e riserve naturali; caccia e pesca nelle acque interne; organizzazione e controllo dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore, ecc..
A tutti i potenziali disservizi elencati vanno aggiunte le gravi situazioni di disagio sociale che si stanno già verificando a causa dell’impossibilità di molti enti “riformati” di provvedere al pagamento degli stipendi dei propri dipendenti, gettando nel più assoluto sconforto migliaia di famiglie.
Con la presente petizione si chiede uno specifico intervento normativo per la soppressione del comma 418 della L. 190/2014, e quindi del relativo contributo previsto a carico delle Province e delle Città metropolitane.

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Petizione creata in data 30 giugno 2015