Petition updateSALVIAMO DI NUOVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA DI TOR BELLA MONACAIL CENTRO IN PIAZZA SS APOSTOLI A ROMA SABATO 1 LUGLIO ORE 16.30

stefania catalloroma, Italy

Jun 28, 2017
Sabato 1 luglio dalle ore 16.30 sarò presente in piazza SS Apostoli in Roma, dove ho accettato l'invito di Laura Boldrini a partecipare, a nome del nostro centro antiviolenza, ad una iniziativa politica. Pur conservando la nostra apartiticità, abbiamo deciso di esserci, per poter raccontare di noi e della nostra vicenda a coloro che saranno in piazza, e vorranno ascoltarci.
Faremo il punto della situazione del centro, fatto oggetto di dichiarazioni diffamatorie, atti vandalici e altro, e presenteremo il progetto della Comunità di Destini, che inizierà in via sperimentale a settembre. Questa idea, che unisce davvero la politica al sociale, ideata e presentata da Fabio Angeloni (PD Civitavecchia) qualche mese fa , ci è parsa la vera alternativa, la novità da sostenere a partire da Tor Bella Monaca.
Di seguito qualche stralcio del discorso di sabato.
Grazie a Delfina Angeloni per la pazienza, il cuore e il sostegno con cui mi sta aiutando. Senza di voi mi sarebbe stato faticoso, se non impossibile, salire i gradini del palco, sabato prossimo.
Tor Bella Monaca caput mundi. Stavolta per davvero. Che ripartire dalle periferie non sia soltanto una bella frase, ma un impegno e una realtà.
Chi non ci è mai stato la immagina forse come una sorta di Suburra: tuttavia, nonostante il più alto numero di detenuti alla firma della Capitale, nonostante la percentuale altissima di portatori di handicap fisico e mentale, ci sono persone e realtà operose, tanto quanto quelle dei cosiddetti quartieri bene di Roma.
Non aspettatevi un Eden: troverete un quartiere nato con un piano regolatore curato nei particolari, dove non mancano né scuole né parchi, ma dove è stata concentrata una popolazione problematica, fatta di indesiderabili. Non conosco l'autore di questo piano di occultamento sociale, però mi sembra di ritrovare la stessa dinamica in altri quartieri, come il Pigneto o San Lorenzo, dove lo spaccio, l'alcolismo e la microcriminalità sono ben visibili, e tollerati. Meglio lì che nel salotto buono di Roma, e pazienza se poi a farne le spese sono le persone oneste che ci abitano.
Non crediate che a Tor Bella Monaca, la violenza di genere sia la normalità: nel centro antiviolenza “Marie Anne Erize” che rappresento, molte donne vengono da altri quartieri, e si recano da noi perché sono spaventate dal fatto che possano essere riconosciute e giudicate. Qui, a Tor Bella Monaca, il numero delle richieste di aiuto é lo stesso che nelle altre parti di Roma; è la paura ad essere maggiore, perché denunciare significa uscire definitivamente di casa, a volte fuggire, portando con sé solo lo stretto necessario e i propri figli, con il terrore di essere scoperte e con l'incertezza del futuro.
Ecco, è proprio per questo che il centro antiviolenza tradizionale va superato e integrato, attraverso l'accesso alla cultura e alla formazione lavorativa. E' su questo che ci siamo impegnati finora, perché la paura si sconfigge con la consapevolezza del proprio valore, concedendosi la libertà di chiudersi definitivamente alle spalle quella porta che sembrava insuperabile. E' importante allo stesso modo formare le giovani generazioni al rifiuto di questa forma di violenza, attraverso l'educazione scolastica. A questo scopo, abbiamo lanciato lo scorso gennaio la campagna “Io ci metto la faccia”, inaugurata al liceo scientifico “Edoardo Amaldi” di Tor Bella Monaca. Alla presentazione del progetto, ha voluto fortemente partecipare un maltrattante, ossia un uomo che per anni ha agito violenza contro le sue compagne. Marco, si chiama così, attraverso un lungo percorso, certo molto doloroso, è riuscito a cambiare. E ci mette la faccia, raccontando la sua vicenda senza risparmiarsi, e in qualsiasi luogo ove ci sia chi è disposto ad ascoltarlo. Allora, noi diciamo di si agli uomini che vogliono affiancarci e aiutarci, perché non si devono erigere mura, bensì trovare aperture e collaborazioni. Mi duole però constatare che in alcuni casi, la lotta alla violenza di genere è diventata solo un grande business, attraverso il quale accedere ai fondi europei e statali, senza portare avanti nulla di concreto o di innovativo. Mi chiedo come mai allora, sia possibile per noi, a Tor Bella Monaca, creare cultura e formazione senza avere mai avuto un euro di fondi pubblici. In pratica, offrendo lo stesso servizio a costo zero. Certa politica, o meglio pseudopolitica, ha provato fastidio di questo, e sta tentando fortemente di distruggere il nostro progetto sociale con gli atti e le insinuazioni. Che si accomodino, abbiamo risposto. Questa approssimazione demagogica ha i giorni contati, abbiamo bisogno di persone preparate e capaci, che siano in grado di agire e anche di ascoltare.
Le richieste delle nostre utenti sono, in genere, sempre le stesse; ci chiedono protezione, sicurezza, lavoro, ascolto, accoglienza, dando vita ad una comunità di destini, intesa come condivisione di finalità e obiettivi comuni. La legge ha fatto molto per proteggere queste donne e punire i reati inquadrati nella violenza di genere, tuttavia esse non hanno ancora un contatto diretto con la politica. C'è chi lo fa per loro, ma non è la stessa cosa. La novità consiste nel creare dei gruppi sociali accomunati da interessi e obiettivi, in grado di comunicare bisogni e idee, strutturandoli e portandoli direttamente all'attenzione della politica attraverso un dialogo diretto e senza intermediari. Questo progetto, ideato da Fabio Angeloni (PD Civitavecchia), verrà adottato in maniera sperimentale nel nostro centro antiviolenza, realizzando la comunità delle giovani madri...(contunua)
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