Io sto con Gianlunca Maria Calì


Io sto con Gianlunca Maria Calì
Il problema
Lo Stato sia vicino ai cittadini che difendono la democrazia!
Siano concessi subito i benefici previsti per legge agli imprenditori di Palermo che resistono alle minacce di mafia.
C'è un imprenditore a Palermo, Gianluca Maria Calì, che da anni resiste al pizzo e al malaffare.
Sul suo esempio si è formato il fronte dei 36 imprenditori "resistenti" di Bagheria. Dopo secoli di dominio mafioso, questo è il primo fiore di una primavera di rinascita generalizzata civile e pacifica.
Dopo anni in cui ha subito incendi ai suoi beni, minacce a lui ed ai suoi figli, Gianluca Maria Calì si ritrova a combattere anche su un nuovo fronte: la burocrazia statale.
Il signor Calì rischia, nel giro di pochi giorni, di essere costretto a chiedere il fallimento per la propria attività, perché non gli viene riconosciuto il diritto (l. 44/1999) ad una sospensione (probabilmente di breve durata) degli oneri tributari. Il signor Calì, lo scorso febbraio, è stato riconosciuto vittima di mafia, ed è in attesa di un risarcimento dei danni subiti previsti per legge: egli è pertanto pronto a coprire i suoi debiti fiscali non appena otterrà il denaro che sta aspettando. Tuttavia, se l’amministrazione finanziaria non gli concederà il beneficio della sospensione, egli non avrà altra scelta che dichiarare il fallimento.
È evidente il paradosso a cui potremmo assistere in tal caso: una pubblica amministrazione miope e lontana riuscirebbe a piegare l’eroica resistenza di un cittadino per bene, laddove non era riuscita finora la mafia stessa. Crediamo che sia inaccettabile per tutti gli italiani onesti che lo Stato, in una circostanza come questa, non faccia sentire la propria vicinanza ai suoi cittadini migliori.
Chiediamo al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Interni, ai Presidenti di Camera, Senato e Commissione Antimafia di intercedere affinché il cittadino Gianluca Maria Calì sia sostenuto e protetto nella sua esemplare tenacia nel pretendere che a Palermo si ricominci a vivere "normalmente".
Promotori della petizione:
- Associazione "Argonauti" di Palazzolo S/O
- Associazione "Quelli che studiano" di Chari

Il problema
Lo Stato sia vicino ai cittadini che difendono la democrazia!
Siano concessi subito i benefici previsti per legge agli imprenditori di Palermo che resistono alle minacce di mafia.
C'è un imprenditore a Palermo, Gianluca Maria Calì, che da anni resiste al pizzo e al malaffare.
Sul suo esempio si è formato il fronte dei 36 imprenditori "resistenti" di Bagheria. Dopo secoli di dominio mafioso, questo è il primo fiore di una primavera di rinascita generalizzata civile e pacifica.
Dopo anni in cui ha subito incendi ai suoi beni, minacce a lui ed ai suoi figli, Gianluca Maria Calì si ritrova a combattere anche su un nuovo fronte: la burocrazia statale.
Il signor Calì rischia, nel giro di pochi giorni, di essere costretto a chiedere il fallimento per la propria attività, perché non gli viene riconosciuto il diritto (l. 44/1999) ad una sospensione (probabilmente di breve durata) degli oneri tributari. Il signor Calì, lo scorso febbraio, è stato riconosciuto vittima di mafia, ed è in attesa di un risarcimento dei danni subiti previsti per legge: egli è pertanto pronto a coprire i suoi debiti fiscali non appena otterrà il denaro che sta aspettando. Tuttavia, se l’amministrazione finanziaria non gli concederà il beneficio della sospensione, egli non avrà altra scelta che dichiarare il fallimento.
È evidente il paradosso a cui potremmo assistere in tal caso: una pubblica amministrazione miope e lontana riuscirebbe a piegare l’eroica resistenza di un cittadino per bene, laddove non era riuscita finora la mafia stessa. Crediamo che sia inaccettabile per tutti gli italiani onesti che lo Stato, in una circostanza come questa, non faccia sentire la propria vicinanza ai suoi cittadini migliori.
Chiediamo al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Interni, ai Presidenti di Camera, Senato e Commissione Antimafia di intercedere affinché il cittadino Gianluca Maria Calì sia sostenuto e protetto nella sua esemplare tenacia nel pretendere che a Palermo si ricominci a vivere "normalmente".
Promotori della petizione:
- Associazione "Argonauti" di Palazzolo S/O
- Associazione "Quelli che studiano" di Chari

PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 3 aprile 2016