PROTEGGI CHI TI CURA - Basta aggressioni agli operatori sanitari

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Basta aggressioni agli operatori sanitari: urgente un piano straordinario per la sicurezza di medici, infermieri e tutti gli operatori dei servizi di emergenza e urgenza!

Negli ultimi mesi si sta assistendo ad una intollerabile esacerbazione di atti di violenza fisica e di intimidazione nei nostri ospedali.

E’ un fenomeno odioso perché impatta sul benessere organizzativo dei servizi e dei professionisti che si prendono cura di noi proprio quando siamo più fragili, in Pronto soccorso.

In Campania, e in modo particolare nella città di Napoli, le aggressioni si verificano con frequenza pressocché quotidiana, e le aggressioni sono sempre più efferate, causando anche danni biologici permanenti ai lavoratori che ne sono vittime.

Dall’inizio dell’anno solo nella città di Napoli gli episodi di violenza efferata sono stati 86!

La raccomandazione n° 8 del novembre 2007 emanata dal ministero della salute:

- individua le aree a maggior rischio del ssn (servizi di emergenza-urgenza, strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali, luoghi di attesa, servizi di geriatria, servizi di continuità assistenziale)

- invita ciascuna struttura sanitaria ad elaborare un piano di prevenzione

- invita le direzioni aziendali a formare il personale e a gestire gli episodi di violenza.

Il d.lgs. 81/08: articolo 28 sottolinea che la valutazione dei rischi lavorativi deve riguardare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”.

Il responsabile della sicurezza dei lavoratori è il datore di lavoro. Dunque i direttori generali.

Chiediamo al Prefetto, al Governatore De Luca e ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere di  predisporre una unità di crisi che elabori un programma di prevenzione del rischio, che abbia efficacia subito!

Le nostre proposte:

1.  Presenza di drappello di Pubblica sicurezza in sede ovvero di militari mediante collaborazione con i ministeri competenti per la sicurezza di tutti i Pronto Soccorso della città.  

2.  Sistemi sicuri di chiusura delle porte di accesso ai pronto soccorso gestiti dai vigilanti presenti negli ospedali

3.  Identificazione preliminare di tutte le persone, pazienti e accompagnatori che accedono al pronto soccorso, e interdizione dell’accesso a chiunque non venga preliminarmente identificato al triage

4.  Telesorveglianza con telecamere capaci di individuare la fisionomia degli aggressori per un successivo efficace riconoscimento

5.  Nei servizi di pronto soccorso sempre postazione di vigilanza armata - NO portierato.

6.  Riorganizzazione dei percorsi di emergenza e urgenza e adeguamento degli organici affinché le risposte ai cittadini siano date in tempi adeguati.

7.  Formazione del personale con particolare riferimento alle competenze comunicative

8.  Campagna comunicativa di massa per l’utenza sull’ esistenza di una politica aziendale di “tolleranza zero”, dei sistemi di videovigilanza, della certezza della denuncia

9. Programma di gestione del rischio aggressioni, specificamente contemplato nel DVR, la cui completa attuazione è in capo al datore di lavoro