Mise à jour sur la pétitionFermiamo i pozzi di petrolio in BasilicataVal D'Agri, lavoratori in mobilitazione al Centro oli ENI a Viggiano
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30 oct. 2020

All'ordine del giorno il mantenimento dei livelli occupazionali nell'indotto ai cambi di appalto al Centro Oli Eni di Viggiano, su cui i sindacati denunciano il mancato rispetto del Patto di sito del 2012. Sullo sfondo il rinnovo della concessione Val D'Agri, scaduta a ottobre 2019 e ancora non rinnovata. Questi alcuni punti chiave del confronto in atto tra sindacati, imprese e Regione che giorni fa ha visto i lavoratori scioperare per 8 ore.

Un incontro, dopo la mobilitazione, si è svolto ieri in conference call tra Regione Basilicata, nella persona dell'assessore alle attività produttive Francesco Cupparo, le federazioni di settore Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, le associazioni datoriali Confindustria, Confapi e Api, ma con l'assenza di Eni, scrivono in una nota i tre sindacati.

Lo scorso 22 ottobre i lavoratori hanno scioperato per protesta per la situazione dei lavoratori dell'indotto di Viggiano, in particolare in relazione al recente caso delle società Dandrea e Ram, i cui lavoratori non sono interamente transitati al nuovo appaltatore Termomeccanica, come previsto dal Patto di Sito tra imprese e sindacati del 2012, venendo invece in molti casi sostituiti da lavoratori trasfertisti e finendo in cassa integrazione.

Il prossimo 3 novembre è previsto un nuovo incontro tra sindacati e Confindustria, il tutto in attesa di una prossima riunione di un Tavolo della Trasparenza, che l'assessore Cupparo si è impegnato a convocare a breve.

Sullo sfondo del confronto tra impresa e sindacati c'è anche il nodo più generale del rinnovo della concessione della Val D'Agri, scaduta il 26 ottobre 2019 e non ancora rinnovata. Eni, operatore del progetto col 61% (il restante 39% è di Shell), ha chiesto al Mise la proroga ventennale il 27 ottobre 2017. Sul tema da parte dei sindacati c'è ovviamente la volontà e l'interesse all'ottenimento del rinnovo, ma vengono anche pressioni affinché la proroga impegni Eni a investimenti sul territorio nell'ottica della transizione energetica.

"Bisogna capire su quali coordinate si fa il rinnovo. Non si può impostare il rinnovo solo sulle royalty, come fatto fin'ora. Servono impegni di investimenti in Val D'Agri a cominciare dall'idrogeno", spiega il segretario generale Basilicata della Cgil, Angelo Summa

Nei giorni scorsi Summa ha firmato una nota congiunta insieme ai segretari generali della Basilicata di Cisl e Uil, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli, in cui si legge: "è giunto il momento per l'Eni di uscire dalla sua ambiguità, scopra le sue carte e dica chiaramente ai lavoratori, che quotidianamente contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dell'attività dei suoi impianti e dei suoi profitti, cosa vuole fare in Basilicata (oltre ad estrarre)".

I segretari lucani hanno inoltre annunciato che "nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil valuteranno inoltre iniziative di mobilitazione nazionale dei lavoratori del settore per rappresentare al Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, le loro difficoltà e per chiedere al Mise una non più rinviabile convocazione delle parti sociali e l'Eni per intervenire sulla complessa vicenda della concessione scaduta da oltre un anno".

Secondo il segretario generale della Femca Cisl Basilicata Francesco Carella, per il futuro della Val D'Agri "bisogna creare le basi per uno sviluppo che metta in condizioni il sistema produttivo regionale di puntare sull'industria 4.0 e sulla green economy. Per cogliere questo obiettivo occorre sfruttare tutte le risorse che la nostra regione ha ancora a disposizione, anche il petrolio con le sue royaties da investire sulle infrastrutture e sul turismo per generare posti di lavoro. Solo così – si legge in una nota – la decarbonizzazione sarà un obiettivo concreto e non un semplice slogan”.

© Riproduzione riservata - Staffetta Quotidiana

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