Actualización de la peticiónFermiamo i pozzi di petrolio in BasilicataPetrolio in Basilicata acquisito il memoriale dell`ingegnere suicida
ScanZiamo le Scorie
22 dic 2017
Aggiornamento sul caso Griffa. I pm hanno annunciato il deposito agli atti del fascicolo sul suicidio di Griffa, avvenuto nel 2013, quando era responsabile del Centro Oli dell'Eni di Viggiano, in Val d'Agri.... segue l'articolo completo... Siamo a 6479 firme, continuiamo a sostenere la petizione - https://goo.gl/VsHWuz Pasquale Stigliani ScanZiamo le Scorie STAMPA CUNEO Dir. Resp. Maurizio Molinari Tiratura: 200764 - Diffusione: 245377 - Lettori: 1294000 Edizione del 22/12/2017 Estratto da pag. 47 Tecnico Eni deceduto nel 2013 a Montà Petrolio in Basilicata acquisito il memoriale dell`ingegnere suicida ERICAASSELLE MONTA D'ALBA Si è tornato a parlare della morte di Gianluca Griffa, ingegnere di Monta dAlba, nell'ambito del processo in corso a Potenza su illeciti e reati ambientali legati alle estrazioni petrolifere in Basilicata. I pm hanno annunciato il deposito agli atti del fascicolo sul suicidio di Griffa, avvenuto nel 2013, quando era responsabile del Centro Oli dell'Eni di Viggiano, in Val dAgri. In quelle carte, raccolte in parte dai carabinieri di Canale e dal Nucleo operativo braidese a casa di Griffa e tra gli effetti personali scandagliati dopo la sua morte, c'è un memoriale in cui il tecnico dell'Eni spiegava alcuni particolari tecnici riferiti a perdite nei serbatoi del Centro Oli. Griffa, in quegli scritti che risalgono a ben prima del suicidio, avrebbe chiesto di far avere ai carabinieri di Viggiano quelle informazioni «se gli fosse successo qualcosa». Dicci società e 47 imputati Nessun dubbio, stando alla ricostruzione dei carabinieri e della Procura di Asti nonché agli esiti dell'autopsia, che si fosse trattato di un suicidio: le indagini erano state accurate anche nel tratteggiare il contesto e le condizioni psicofisiche del trentottenne, afflitto da una forte depressione. Tra i documenti che potrebbero avere oggi un peso nel processo scaturito dall'inchiesta della procura di Potenzia iniziata nel 2016, ci sarebbero documenti che proverebbero come Griffa avesse informato i suoi superiori dei problemi alle cisterne petrolifere, ma questi gli avrebbero «imposto di tacere». Il processo, che proseguirà a febbraio, vede alla sbarra 47 imputati e dieci società, tra cui l'Eni, azienda per cui Griffa lavorava da anni. A proposito della vicenda Eni aveva ribadito di aver «sempre condotto le proprie attività alla luce del sole, operando con totale trasparenza».
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