Petition updateFermiamo i pozzi di petrolio in BasilicataAmbiente, ENI vuole un nuovo pozzo in Basilicata
ScanZiamo le Scorie
Nov 29, 2017
Eni ci fà sapere che impiega le migliori tecnologie per minimizzare l'impatto del petrolio. Noi chiediamo che sia meglio chiuderli visto che non creano ricchezza ma sviluppo distorto del territorio. Segue l'articolo del Fatto Quotidiano di oggi. Autaci a sostenere la petizione: https://goo.gl/VsHWuz Pasquale Stigliani - ScanZiamo le Scorie FATTO QUOTIDIANO Dir. Resp. Marco Travaglio Tiratura: 45336 - Diffusione: 84752 - Lettori: 415000 Edizione del 29/11/2017 Estratto da pag. 8 Ambiente, l` Eni vuole un nuovo pozzo in Basilicata MARIATERESaTOTORO A ncora perforazioni petro- l\lifere in Basilicata. L'ultima richiesta di Eni per la realizzazione di un nuovo pozzo, "Alii 5", risale a ottobre. La compagnia ha chiesto una nuova autorizzazione alla Regione Basilicata e al ministero dello Sviluppo economico per "modificare il Programma dei Lavori di ricerca e sviluppo della concessione di coltivazione idrocarburi 'Val d'Agri'". Si preoccupano gli ambientalisti dell'associazione "ScanZiamo le scorie", soprattutto dopo lo sversamento di oltre 400 tonnellate di greggio da uno dei serbatoi del Centro Olio di Viggiano (Potenza) verificatosi tra agosto a novembre 2016. Ma il governatore Marcelle Pittellarassi- cura: "La richiesta è molto corposa, oltre 60 pagine. In questa fase la Regione non è parte attiva. Quando sarà chiamata dal ministero dell'Ambiente a dare l'intesa, ove mai i ministeri competenti non lo avessero già fatto, chiederemo una Via (valuta- zione di impatto ambientale) per garantire la tutela dell'ambiente. La Regione Basilicata non intende autorizzare nuovi pozzi che non siano previsti dagli accordi del '98 e del 2006, rispettivamente con E- ni e Total". LA CONCESSIONE "Val d'Agri", di cui Eni Spa è contitolare con la società Shell Italia E&P Spache detiene il 39,23%, è frutto dell'unificazione delle concessioni Grumento Novae Volturino, che scadono nell'ottobre 2019. Si compongono di due giacimenti: uno nell'alta Val d'Agri a circa 20 chilometri da Potenza, l'altro su un'area dell'Appennino meridionale lucano attraversata dal fiume Agri. I pozzi attivi sono oggi 24. Eni ha confermato la perforazione di sette nuovi pozzi per i quali l'iter autorizzativo "è in corso o in fase di attivazione" e la richiesta per l'ottavo, "Alii 5" appunto. I lavori saranno realizzati entro il 2025, "previo il rinnovo del termine della concessione". "La perforazione di altri pozzi petroliferi - spiega Pasquale Stigliani dell'associazione 'ScanZiamo le Scorie' - alimentalo sviluppo distorto nella nostra terra. Inoltre, il petrolio della Basilicata non è più considerato "strategico" nel piano energetico nazionale del governo Gentiloni. Il presidente Pittel- lahadichiaratoche non avrebbe autorizzato altre trivelle sia in mare che in terra. Adesso lo dimostri". Eni precisa che il piano "persegue la riduzione dell'impatto ambientale" anche con la "diminuzione dei pozzi da realizzare" rispetto a quanto previsto in passato e "rispetta gli obiettivi e i limiti di produzione definiti nel Protocollo siglato con la Regione nel 1998". E ribadisce l'impegno ad adottare "le migliori tecnologie per minimizzare l'impatto ambientale e visivo e l'occupazione del suolo".
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