Actualización de la peticiónFermiamo i pozzi di petrolio in BasilicataAbbiamo superato le 6000 mila firme contro i pozzi di petrolio in Basilicata
ScanZiamo le Scorie
20 nov 2017
Abbiamo 2 aggiornamenti: 1) abbiamo superato le 6000 fime ma continuiamo con la raccolta. 2) Fondi sovrani Oslo ci ripensa. Basta investire su petrolio e gas...Leggi tutto. Pasquale Stigliani - ScanZiamole Scorie REPUBBLICA Dir. Resp. Mario Calabresi Tiratura: 289219 - Diffusione: 339543 - Lettori: 2355000 Edizione del 18/11/2017 Estratto da pag. 30 Fondi sovrani Oslo ci ripensa Basta investire su petrolio e gas Investire nelle imprese globali o nazionali che siano del comparto petrolio e gas, e in generale impegnate nei combustibili fossili, è rischioso per una strategia di investimenti sosteni- bili. Lo dice il fondo sovrano norvegese, che è insieme il più ricco fondo del mondo e il principale azionista singolo sui mercati internazionali. Lo Statens pensjon- sfond utìand, che a settembre scorso ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari, ha annunciato la sua intenzione di disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nel- 1 ' estrazione e vendita di petrolio e di gas. Ciò rappresenta circa il 4 per cento del suo patrimonio. In una lettera inviata ieri al ministero delle Finanze reale la Norges Bank, cioè l'istituto d'emissione (la Norvegia ha la sua valuta nazionale, la corona, ed è esterna alla Uè ma associata ali 'Unione da fitti accordi di cooperazione e integrazione) ha raccomandato infatti di proseguire nella dirczione del disinvestimento in massa dall'economia legata ai combustibili fossili. La banca centrale norvegese ritiene che il disimpegno dal comparto legato al petrolio e al gas renderà il Paese meno vulnerabile all'andamento dei prezzi del greggio e del gas. «Questa raccomandazione dell'istituto d'emissione-ha spiegato il suo vicedirettore Egil Matsen - si basa esclusivamente su argomenti finanziari e sul] ' analisi dell ' esposizione del governo nei confronti del petrolio e del gas. Non riflette in alcun modo una visione sui futuri andamenti dei prezzi del greggio, sulla redditività futura del settore degli idrocarburi o sulla sua sostenibilità». La decisione è stata comunque annunciata sullo sfondo generale di una politica decisamente ecologica e anti- emissioni seguita da chiunque governi in Norvegia, come nella vicina Svezia. Immediate le ripercussioni sui mercati. I titoli dei big del comparto si sono deprezzati, con Shell B scesa del 2,4 per cento, ed Exxon e Bp dello 0,8 per cento, in poche ore. I responsabili del fondo sovrano e della Banca centrale insistono nel ripetere che si tratta di una scelta dettata dalle valutazioni dei rischi d ' investimento e non di una crociata ecologista per salvare il pianeta. Ma il segnale è comunque fortissimo. La Norvegia e gli altri paesi scandinavi sono ali ' avanguardia mondiale nelle tecnologie, nella produzione e nell'uso di ogni tipo di energia rinnovabile.
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