NO ALLA PROROGA DELLA CONCESSIONE A PUBLIACQUA

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Con la Delibera n. 917/2017/R/idr di “Regolazione della qualità tecnica ovvero di ciascuno dei servizi che lo compongono (RQTI)”, ARERA ha avviato la valutazione sulle criticità strutturali del servizio idrico integrato. L’esito della valutazione per l’anno 2017 relativo a Publiacqua colloca il gestore della Conferenza Territoriale n. 3 in fasce negative per cinque dei sei macroindicatori stabiliti, e cioè: perdite idriche, interruzioni del servizio, qualità dell’acqua erogata, adeguatezza del sistema fognario, qualità dell’acqua depurata.

A ciò si aggiunge la valutazione sui risultati di qualità contrattuale (RQSII), che colloca Publiacqua in posizioni negative relativamente a comunicazione, appuntamenti, preventivazione, pronto intervento, sportelli; in base a quanto previsto dalla Carta dei Servizi e dal Disciplinare Tecnico, Publiacqua è chiamata a pagare penali per 1.661. 792 euro.

Nonostante ciò il Consiglio di Amministrazione di Publiacqua ha deliberato l’istanza di proroga della concessione del servizio dal 2021 al 2024, per aggiungere investimenti finalizzati a rispettare i livelli di qualità stabiliti da ARERA a tariffa invariata.

L’istanza di proroga è al voto della Conferenza Territoriale n. 3 dell’Autorità Idrica Toscana, convocata per il 4 dicembre 2018.

 ESPRIMIAMO LA NOSTRA CONTRARIETÀ ALL'ISTANZA DI PROROGA  DELLA CONCESSIONE A PUBLIACQUA DAL 2021 AL 2024 PERCHE':

1.    Publiacqua ha in questi anni investito milioni e milioni di euro, tutti a valere sulla tariffa, per implementare e migliorare il servizio (Work Force Management, ACEA 2.0).

2.    In tutti questi anni, Publiacqua si è distinta per l’incapacità di realizzare l’intero ammontare degli investimenti (tra il 60 e il 70%). L’ultimo Piano approvato prevede una media di 85 milioni di investimenti da qui al 2021, che non vediamo come possa essere credibilmente incrementato, anche prolungando di tre anni la convenzione;

3.    Accedendo alla proroga, ne conseguirebbe una modifica del Piano degli Investimenti con una diversa priorità rispetto alla programmazione già approvata, con il rinvio di interventi assolutamente necessari per una corretta gestione del servizio idrico integrato;

4.    L’annunciato blocco delle tariffe, che è dovuto a prescindere, è in realtà soltanto l’effetto collaterale rispetto all’obiettivo del gestore di evitare di pagare pesanti sanzioni e penali (queste, da normativa, non possono essere caricate sulla tariffa).

PER TUTTI QUESTI MOTIVI, CHIEDIAMO:

1.    Che sia respinta l’istanza di proroga al 2024 della concessione del servizio idrico integrato a Publiacqua;

2.    Che si rafforzino le azioni di controllo e monitoraggio su Publiacqua per la realizzazione del piano degli investimenti fino al 2021;

3.    Che siano avviate da subito le procedure verso la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato nel 2021.



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