PETIZIONE CHIUSA
Diretta a Presidente del Consiglio regionale dell'Umbria

NO ALLA E45 AUTOSTRADA

Petizione popolare: Ferma opposizione alla trasformazione della E45 in autostrada e richiesta alla regione ed ai comuni interessati di avviare percorsi partecipativi con i cittadini e le associazioni dei territori coinvolti dal progetto

 

Premesso

 

Che in data 26/07/2011 la Giunta regionale ha deliberato il parere favorevole al progetto preliminare della trasformazione in autostrada della E45;

Che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) in data 8 novembre 2013 ha approvato con prescrizioni, nell'ambito del Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001), il progetto preliminare del “Corridoio viabilità autostradale Civitavecchia – Orte – Mestre: tratta E45-E55 Orte-Mestre” e valutato la proposta del promotore;

Che l'investimento complessivo è stimato in oltre 10 miliardi di euro di cui circa 2 ottenibili tramite defiscalizzazioni e circa 8 tramite project-financing, ripagati attraverso il pedaggiamento autostradale, o se questi saranno insufficienti, direttamente dallo Stato (come prevede il perverso meccanismo del project-financing) con il futuro aggravio per le casse dello stato che, come al solito, si rifarà aumentando le tasse;

Che all’opera sono state riconosciute misure agevolative, ai sensi dell’articolo 18 della legge n. 183/2011;

 

Considerato

 

Che l'opera si snoderà per 496 chilometri e vedrà coinvolti i territori di 5 regioni, 11 province e 48 comuni;

Che sono previsti 139 chilometri di ponti e viadotti 64 chilometri di gallerie, 20 cavalcavia, 83 svincoli, un cantiere ogni 18 chilometri, 2 milioni di metri cubi di nuovi scavi;

Che per la realizzazione dell’opera si stima la necessità di attivare cave per più di 2 milioni di metri cubi di materiale e che sarà realizzata un’area di cantiere ogni 18 chilometri;

Che l’intenzione dei promotori sarebbe quella di iniziare i lavori proprio dall’Umbria, in quanto già dotata di un’infrastruttura attiva, evitando di intervenire sul tratto veneto da realizzare ex novo;

 

Preso atto

 

Che la Regione Umbria non ha mai attivato un processo partecipativo con i cittadini, i comitati civici, le associazioni ambientaliste, dei consumatori e di categoria dei territori interessati;

Che i comuni umbri coinvolti dal progetto hanno dato il loro assenso all'opera senza mai convocare consigli comunali aperti o attivare altre forme partecipative;

Che in Umbria sono presenti numerose opere viarie iniziate (la Perugia-Ancona) e mai portate a termine il cui completamento appare urgentissimo e tante altre da iniziare come l’ammodernamento della nostra rete ferroviaria ottocentesca, il risanamento delle strade dei comuni umbri ridotte ormai a pericolosissimi colabrodi, il dissesto idro-geologico che provoca frane dappertutto nella nostra regione. Sono queste le vere priorità del nostro territorio, oltre a quella della E45 che deve essere messa al più presto in sicurezza, senza attendere i decenni che occorrerebbero alla sua trasformazione in autostrada e con costi di gran lunga inferiori;

Che nel progetto di trasformazione in autostrada della E45 non è ricompreso il cosiddetto Nodo di Perugia;

Che la Giunta regionale non ha mai richiesto l'esenzione al pedaggiamento dell’arteria per i residenti in Umbria, ma si è limitata alla generica richiesta di “assicurare le più ampie agevolazioni possibili e facilitazioni in termini di tariffe e di varietà di titoli d’accesso per i residenti” (delibera 862 del 2011);

Che non è facoltà della Regione esentare i cittadini dal pedaggiamento e che quindi le promesse fatte dai locali amministratori di esentare i cittadini umbri dal pedaggio, sono false;

Che fra i promotori del progetto figurerebbe una società facente capo a Vito Bonsignore il quale ha un ricco curriculum giudiziario. E' stato infatti condannato a 2 anni di reclusione, per corruzione, abuso e turbativa d' asta, per l'appalto dell'ospedale di Asti. Nel 2005invece è stato coinvolto nello scandalo della banca Antonveneta. La procura di Napoli, nel 2008 lo ha iscritto nel registro degli indagati per la vicenda dei conti bancari in Liechtenstein, con l'accusa di riciclaggio. La scalata Unipol gli è costata nel 2011 tre anni e mezzo di reclusione e una multa da 900.000 euro oltre all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e dalla professione per 2 anni-;

 

Valutato

 

Che la trasformazione della E45 in autostrada provocherebbe danni ingentissimi, a iniziare dall’ulteriore consumo e distruzione di territorio e paesaggio, con penalizzazioni ad attività turistiche ed imprese che hanno investito sulle potenzialità e sull'immagine e del “cuore verde d’Italia”;

Che la ricchezza principale dell'Umbria è costituita dalle sue bellezze paesaggistiche, storiche e ambientali che verrebbero irrimediabilmente deturpate da un'opera così altamente impattante;

Che la trasformazione della E45 in autostrada farebbe della nostra regione un semplice luogo di attraversamento nord-sud est-ovest per la mobilità su gomma che avrebbe conseguenze pesanti per le attività turistiche e lo sviluppo economico, comportando la rinuncia ad una delle qualità di valore della regione e compromettendo l'icona stessa del "cuore verde d'Italia" che tanta fortuna ha portato e può portare alla nostra regione;

Che in Umbria la viabilità collaterale rispetto alla E45 è totalmente insufficiente e che l'introduzione del pedaggiamento sarebbe causa di sicura congestione delle artetrie secondarie;

Che quest'opera oltre che dannosa è inutile non ha altra giustificazione se non quella di garantire gli interessi privati di chi vuole gestire i pedaggi e le risorse pubbliche previste dal progetto;

Che la realizzazione di quest'opera costituirebbe un enorme spreco di denaro pubblico che potrebbe essere meglio impiegato (basti pensare che con la metà dei 10 ml previsti si potrebbe sanare il dissesto idro-geologico dell’intera penisola che ogni anno è causa di danni e perdite di vite umane) per la manutenzione delle strade già esistenti e per la urgente e improcrastinabile messa in sicurezza della E45;

Che l'Umbria mostra carenze impressionanti sul sistema di trasporto pubblico locale e la vera urgenza sarebbe quella di reperire risorse per ammodernare e rendere “europea” la rete ferroviaria;

Che secondo i dati elaborati dal Ministero delle Infrastrutture nei primi anni 2000 circa il 50,5% delle merci che partono dall'Umbria non va oltre i nostri confini regionali, configurando la E45 come un'arteria a servizio soprattutto del traffico locale;

Che in una fase di difficoltà economica come quella che le famiglie umbre stanno attraversando, il pagamento del pedaggio per spostarsi da una città all'altra della nostra regione appare come un inutile e inopportuno carico economico per famiglie e imprese;

 

Tutto ciò premesso, considerato e valutato, i sottoscritti cittadini, nell'esprimere la più ferma opposizione alla trasformazione della E45 in autostrada, chiedono che la Regione Umbria si impegni alla realizzazione dei punti sottoelencati:

 

  • Rivedere il parere espresso il 26/07/2011 e comunicare la propria contrarietà al progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 al Ministero competente, all'Anas e ai soggetti promotori dell'opera;

  • Impegnarsi a portare a termine le numerose opere infrastrutturali incompiute, mettere in sicurezza la E45 e reperire risorse per ammodernare la rete ferroviaria regionale, collegandola alle direttrici nazionali ed europee;

  • Avviare un percorso partecipativo con cittadini, comitati civici, associazioni ambientaliste , dei consumatori e di categoria dei territori interessati dal progetto di trasformazione in autostrada della E45, dando vita a una vera e propria operazione trasparenza sulle negative ripercussioni economiche e sui danni che questo progetto procurerà all'ambiente e al paesaggio della nostra regione. 

Questa petizione è stata notificata a:
  • Presidente del Consiglio regionale dell'Umbria

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