Subito in aula #unademocraziamigliore


Subito in aula #unademocraziamigliore
Il problema
Il DDL di iniziativa popolare sulla democrazia diretta (I/XV), sottoscritto nel 2012 da 4.000 cittadini, non ha mai varcato la soglia del Consiglio della Provincia di Trento.
Noi non ci arrendiamo. Noi chiediamo che i diritti politici dei cittadini, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto di autonomia, siano rispettati.
Il 21 ottobre è stato eletto un nuovo Consiglio provinciale. E' alla nuova Assemblea legislativa che ci rivolgiamo: aprite le porte alla richiesta di partecipazione e portate subito in aula #unademocraziamigliore.
Cammino tormentato quello di questa iniziativa: nonostante la metodica azione divulgativa dei promotori, le audizioni di alto profilo, una conferenza di informazione, il coinvolgimento di organismi e organizzazioni internazionali, le decine di sedute in Prima commissione e il certosino lavoro di analisi del gruppo di lavoro istituito dopo la pubblicazione del parere della Commissione di Venezia, ebbene nonostante tutto ciò l’iniziativa con cui i cittadini chiedevano di esercitare in modo più ampio i propri diritti politici, sanciti nella Costituzione e nello Statuto di Autonomia, è stata ignorata per 6 anni.
Nella primavera del 2018 i Proponenti hanno teso nuovamente la mano ai Rappresentanti del Consiglio provinciale con l’obiettivo di trovare una mediazione che desse ai cittadini un segnale di apertura, interesse e rispetto.
Dal negoziato è emersa una proposta minimale che ha ridotto l’articolato originario (55 articoli) a soli 7. Questi i punti salienti della proposta:
- Abbassamento quorum di partecipazione al 20%
- Commissione per i Referendum nominata a inizio legislatura
- Ampliamento della finestra temporale per la celebrazione dei referendum
- Introduzione dell’audizione pubblica per l’illustrazione dell’iniziativa popolare da parte dei Promotori.
Il testo così ridotto, approvato dalla Prima commissione, era pronto per essere discusso in aula. Ma anche questa proposta è stata respinta, senza essere neppure discussa nel luogo deputato, ossia l’aula del Consiglio.
CHIEDIAMO AL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA DI TRENTO
- di portare alla discussione in aula entro il 30 aprile 2019 la proposta minimale frutto del negoziato condotto nella scorsa legislatura.
- di considerare i Proponenti del DDL di iniziativa popolare interlocutori di riferimento su questo tema - ciò a prescindere dalla decadenza ufficiale del DDL I/XV.
- di confrontarsi con i Proponenti in merito a qualsiasi intervento che possa alterare in senso peggiorativo la proposta minimale negoziata

Il problema
Il DDL di iniziativa popolare sulla democrazia diretta (I/XV), sottoscritto nel 2012 da 4.000 cittadini, non ha mai varcato la soglia del Consiglio della Provincia di Trento.
Noi non ci arrendiamo. Noi chiediamo che i diritti politici dei cittadini, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto di autonomia, siano rispettati.
Il 21 ottobre è stato eletto un nuovo Consiglio provinciale. E' alla nuova Assemblea legislativa che ci rivolgiamo: aprite le porte alla richiesta di partecipazione e portate subito in aula #unademocraziamigliore.
Cammino tormentato quello di questa iniziativa: nonostante la metodica azione divulgativa dei promotori, le audizioni di alto profilo, una conferenza di informazione, il coinvolgimento di organismi e organizzazioni internazionali, le decine di sedute in Prima commissione e il certosino lavoro di analisi del gruppo di lavoro istituito dopo la pubblicazione del parere della Commissione di Venezia, ebbene nonostante tutto ciò l’iniziativa con cui i cittadini chiedevano di esercitare in modo più ampio i propri diritti politici, sanciti nella Costituzione e nello Statuto di Autonomia, è stata ignorata per 6 anni.
Nella primavera del 2018 i Proponenti hanno teso nuovamente la mano ai Rappresentanti del Consiglio provinciale con l’obiettivo di trovare una mediazione che desse ai cittadini un segnale di apertura, interesse e rispetto.
Dal negoziato è emersa una proposta minimale che ha ridotto l’articolato originario (55 articoli) a soli 7. Questi i punti salienti della proposta:
- Abbassamento quorum di partecipazione al 20%
- Commissione per i Referendum nominata a inizio legislatura
- Ampliamento della finestra temporale per la celebrazione dei referendum
- Introduzione dell’audizione pubblica per l’illustrazione dell’iniziativa popolare da parte dei Promotori.
Il testo così ridotto, approvato dalla Prima commissione, era pronto per essere discusso in aula. Ma anche questa proposta è stata respinta, senza essere neppure discussa nel luogo deputato, ossia l’aula del Consiglio.
CHIEDIAMO AL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA DI TRENTO
- di portare alla discussione in aula entro il 30 aprile 2019 la proposta minimale frutto del negoziato condotto nella scorsa legislatura.
- di considerare i Proponenti del DDL di iniziativa popolare interlocutori di riferimento su questo tema - ciò a prescindere dalla decadenza ufficiale del DDL I/XV.
- di confrontarsi con i Proponenti in merito a qualsiasi intervento che possa alterare in senso peggiorativo la proposta minimale negoziata

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 20 novembre 2018