Caso Rossi Stuart, MDC chiede garanzie a tutela delle immagini circolanti sul web.

Caso Rossi Stuart, MDC chiede garanzie a tutela delle immagini circolanti sul web.

Il problema

Il Corpo delle donne e la rete. Dopo il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart, MDC chiede un sistema di garanzie efficaci a tutela delle immagini personali circolanti sul web.

 

Attualmente, la legislazione Italiana non contempla una normativa esaustiva atta a garantire la tutela delle immagini personali circolanti in Rete. Il legislatore, il garante della Privacy e di conseguenza le Autorità giudiziarie risultano di fatto poco attente alle conseguenze personali che derivano dalla diffusione incontrollata e, spesso, non autorizzata, delle proprie immagini sul web, attraverso social network. Occorre prevenzione ed una legislazione ad hoc, per efficacia, competenza e rapidità. Le cronache pullulano dei fatti gravi e dannosi patiti dalle persone offese a causa di certa diffusione incontrollata.

È il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart. Nel 2001 l’artista firmò una liberatoria per l’editore della rivista “BOSS” per l’utilizzo e lo sfruttamento di alcuni scatti fotografici ritraenti l’immagine della summenzionata artista, liberatoria che prevedeva solo ed esclusivamente l’utilizzo della pubblicazione delle suddette immagini sulla rivista stessa. Le stesse foto, invece, molto tempo dopo, sono state arbitrariamente diffuse online senza alcun consenso da parte dell'attrice, scannerizzate da un privato e pubblicate sul sito internet Supereva.

L’artista non solo ha patito un danno sia morale che materiale, ma si è vista condannata in secondo grado dal Tribunale di Firenze al pagamento delle spese processuali per la causa intentata dalla medesima contro la società proprietaria e titolare del server, su cui le immagini sono state pubblicate. Nella fattispecie, secondo i giudici della Corte d’Appello non è stata fornita la minima prova della consapevolezza, da parte del gestore, della illiceità delle pubblicazioni operate sul proprio server.

L’esempio sopra riportato non è che una chiara testimonianza di quanto ciascuno di noi, sia privato cittadino sia pubblica personalità, non è tutelato nel proprio diritto di non veder pubblicato in rete ciò che è di sua esclusiva titolarità e proprietà.

MDC, preso atto di come le norme sulla diffusione incontrollata di immagini sul web (direttiva comunitaria e decreto di recepimento, codice di autoregolamentazione dei providers) siano lacunose, quanto meno  se non in principio, rispetto alla tutela concreta che il cittadino può ottenere, chiede un sistema di garanzie reali efficaci a tutela della privacy, delle immagini personali circolanti in Rete, dei propri dati personali e lancia una petizione su Change.org, al fine di sensibilizzare istituzioni e cittadini su questo spinoso problema.

 

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Movimento Difesa del CittadinoPromotore della petizioneMDC è un’associazione di consumatori indipendente da partiti e sindacati, nata a Roma nel 1987. Ha l’obiettivo di promuovere la tutela dei cittadini, con particolare attenzione ai diritti nei confronti delle istituzioni e dei consumatori.
Questa petizione aveva 68 sostenitori

Il problema

Il Corpo delle donne e la rete. Dopo il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart, MDC chiede un sistema di garanzie efficaci a tutela delle immagini personali circolanti sul web.

 

Attualmente, la legislazione Italiana non contempla una normativa esaustiva atta a garantire la tutela delle immagini personali circolanti in Rete. Il legislatore, il garante della Privacy e di conseguenza le Autorità giudiziarie risultano di fatto poco attente alle conseguenze personali che derivano dalla diffusione incontrollata e, spesso, non autorizzata, delle proprie immagini sul web, attraverso social network. Occorre prevenzione ed una legislazione ad hoc, per efficacia, competenza e rapidità. Le cronache pullulano dei fatti gravi e dannosi patiti dalle persone offese a causa di certa diffusione incontrollata.

È il caso dell’attrice Loretta Rossi Stuart. Nel 2001 l’artista firmò una liberatoria per l’editore della rivista “BOSS” per l’utilizzo e lo sfruttamento di alcuni scatti fotografici ritraenti l’immagine della summenzionata artista, liberatoria che prevedeva solo ed esclusivamente l’utilizzo della pubblicazione delle suddette immagini sulla rivista stessa. Le stesse foto, invece, molto tempo dopo, sono state arbitrariamente diffuse online senza alcun consenso da parte dell'attrice, scannerizzate da un privato e pubblicate sul sito internet Supereva.

L’artista non solo ha patito un danno sia morale che materiale, ma si è vista condannata in secondo grado dal Tribunale di Firenze al pagamento delle spese processuali per la causa intentata dalla medesima contro la società proprietaria e titolare del server, su cui le immagini sono state pubblicate. Nella fattispecie, secondo i giudici della Corte d’Appello non è stata fornita la minima prova della consapevolezza, da parte del gestore, della illiceità delle pubblicazioni operate sul proprio server.

L’esempio sopra riportato non è che una chiara testimonianza di quanto ciascuno di noi, sia privato cittadino sia pubblica personalità, non è tutelato nel proprio diritto di non veder pubblicato in rete ciò che è di sua esclusiva titolarità e proprietà.

MDC, preso atto di come le norme sulla diffusione incontrollata di immagini sul web (direttiva comunitaria e decreto di recepimento, codice di autoregolamentazione dei providers) siano lacunose, quanto meno  se non in principio, rispetto alla tutela concreta che il cittadino può ottenere, chiede un sistema di garanzie reali efficaci a tutela della privacy, delle immagini personali circolanti in Rete, dei propri dati personali e lancia una petizione su Change.org, al fine di sensibilizzare istituzioni e cittadini su questo spinoso problema.

 

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Movimento Difesa del CittadinoPromotore della petizioneMDC è un’associazione di consumatori indipendente da partiti e sindacati, nata a Roma nel 1987. Ha l’obiettivo di promuovere la tutela dei cittadini, con particolare attenzione ai diritti nei confronti delle istituzioni e dei consumatori.

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Petizione creata in data 7 giugno 2018