NO Piazza Almirante a Ladispoli


NO Piazza Almirante a Ladispoli
Il problema
Preso atto che:
- La proposta di intitolare una piazza di Ladispoli all’ ON. Giorgio Almirante - avanzata in barba al regolare iter burocratico dal consigliere comunale Giovanni Ardita in forma di mozione consigliare - ha da subito trovato la contrarietà di un’ampia fetta di popolazione;
- Oltre ad associazioni, gruppi informali e singoli cittadini, le forze politiche rappresentate in consiglio comunale che hanno aderito al “Comitato NO piazza Almirante a Ladispoli” superano, in termini percentuali (dato: Elezioni Amministrative 2017), il 50% del consenso elettorale e, dunque, di rappresentanza dei cittadini nella massima Assise comunale;
- La dialettica strumentale e meramente ideologica di “rossi” e “neri”, “vincitori” e “vinti”, “forti” e “deboli” sta minando il tessuto sociale della nostra comunità, inasprendo ed involgarendo il dibattito nonché spostandolo da temi centrali come: la mancanza di riqualificazione urbana, le scarse risorse per i settori delle Politiche Sociali e della Scuola, il rischio di ulteriore consumo di territorio o del passaggio dell’acqua - attualmente pubblica - ad Acea ad un terreno di insulti, invettive e violenza verbale, molto spesso esercitata anche da diversi amministratori di maggioranza di Ladispoli;
- Ladispoli è una città di oltre 43.000 abitanti, multietnica e da sempre accogliente che ha bisogno di molta attenzione per non trasformarsi in un’anonima borgata periferica della Capitale e - certamente - il dibattito sull’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante non può essere una priorità;
- La biografia personale del personaggio politico (Almirante si è sempre definito razzista e fascista ed è stato sostenitore delle oltraggiose leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938) potrebbe minare la coesione sociale di una comunità multiculturale come quella di Ladispoli dove quasi il 20% dei suoi abitanti è di origine straniera;
Attraverso il sostegno a questa petizione cittadina chiedono che:
- Il Prefetto di Roma, Dott.ssa Elisabetta Basilone, intervenga al fine di fermare questo atto di prevaricazione che l’amministrazione locale sta infliggendo ai cittadini;
- il Sindaco di Ladispoli, annullando l’intitolazione di una piazza ad Almirante, compia azioni finalizzate alla rimozione della contrapposizione violenta, sui social e sulla stampa, di cittadini ed amministratori così come già stabilito unanimemente dal Consiglio Comunale di Ladispoli nell’autunno scorso mediante la petizione per lo “STOP ALLA VIOLENZA VERBALE SUI SOCIAL”.

Il problema
Preso atto che:
- La proposta di intitolare una piazza di Ladispoli all’ ON. Giorgio Almirante - avanzata in barba al regolare iter burocratico dal consigliere comunale Giovanni Ardita in forma di mozione consigliare - ha da subito trovato la contrarietà di un’ampia fetta di popolazione;
- Oltre ad associazioni, gruppi informali e singoli cittadini, le forze politiche rappresentate in consiglio comunale che hanno aderito al “Comitato NO piazza Almirante a Ladispoli” superano, in termini percentuali (dato: Elezioni Amministrative 2017), il 50% del consenso elettorale e, dunque, di rappresentanza dei cittadini nella massima Assise comunale;
- La dialettica strumentale e meramente ideologica di “rossi” e “neri”, “vincitori” e “vinti”, “forti” e “deboli” sta minando il tessuto sociale della nostra comunità, inasprendo ed involgarendo il dibattito nonché spostandolo da temi centrali come: la mancanza di riqualificazione urbana, le scarse risorse per i settori delle Politiche Sociali e della Scuola, il rischio di ulteriore consumo di territorio o del passaggio dell’acqua - attualmente pubblica - ad Acea ad un terreno di insulti, invettive e violenza verbale, molto spesso esercitata anche da diversi amministratori di maggioranza di Ladispoli;
- Ladispoli è una città di oltre 43.000 abitanti, multietnica e da sempre accogliente che ha bisogno di molta attenzione per non trasformarsi in un’anonima borgata periferica della Capitale e - certamente - il dibattito sull’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante non può essere una priorità;
- La biografia personale del personaggio politico (Almirante si è sempre definito razzista e fascista ed è stato sostenitore delle oltraggiose leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938) potrebbe minare la coesione sociale di una comunità multiculturale come quella di Ladispoli dove quasi il 20% dei suoi abitanti è di origine straniera;
Attraverso il sostegno a questa petizione cittadina chiedono che:
- Il Prefetto di Roma, Dott.ssa Elisabetta Basilone, intervenga al fine di fermare questo atto di prevaricazione che l’amministrazione locale sta infliggendo ai cittadini;
- il Sindaco di Ladispoli, annullando l’intitolazione di una piazza ad Almirante, compia azioni finalizzate alla rimozione della contrapposizione violenta, sui social e sulla stampa, di cittadini ed amministratori così come già stabilito unanimemente dal Consiglio Comunale di Ladispoli nell’autunno scorso mediante la petizione per lo “STOP ALLA VIOLENZA VERBALE SUI SOCIAL”.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 13 dicembre 2018