Petition updatePoste Italiane, non lasciare a casa 100 lavoratrici e lavoratori #siamotuttiuptime31 maggio 2016: Davide ha conVINTO Golia

#SIAMOTUTTIUPTIME
Jun 2, 2016
Dieci mesi di vertenza, un numero inimmaginabile di sostenitori (21.000 su change.org e una pagina Facebook #siamotuttiuptime seguitissima, i media giornali radio e TV che si sono occupati ripetutamente della nostra situazione, varie interrogazioni parlamentari, le prime posizioni sulle tendenze di Twitter ecc ecc), tanti scioperi, manifestazioni fantasiose e il 31 maggio Poste firma, con i sindacati dei trasporti e quelli aziendali,un accordo, da molti definito "storico",sul futuro dei 93 lavoratrici e lavoratori di Uptime.
Dopo gli impegni assunti al ministero dello sviluppo economico Poste ha deciso di garantire il nostro futuro occupazionale attraverso un percorso certo che non metterà nessuno di noi nella condizione di temere di restare senza lavoro.
Infatti l' accordo stabilisce che, passati 6 mesi dalla data del nostro licenziamento da Uptime, durante i quali percepiremo il nuovo assegno di disoccupazione-naspi, e frequenteremo una società di outplacement finanziata da poste, saremo assunti dalla stessa Poste come Part time con sede nel comune di Roma.
Quando abbiamo iniziato questa vertenza un risultato del genere sembrava inimmaginabile restando solo un sogno nascosto nel profondo delle nostre speranze.
Invece 93 persone unite, determinate, tenaci, fantasiose e gioiose, come le gocce cinesi hanno scavato la roccia e sono riuscite nell'impresa.
Ora dovremo stare attenti ai dettagli, alle tempistiche del nostro licenziamento e della nostra nuova assunzione, al rispetto di tutto quanto pattuito, ma è evidente che la Montagna l'abbiamo scavata e abbiamo iniziato la discesa verso la normalità.
Ora non ci resta che ringraziare dal profondo del nostro cuore tutti coloro che hanno dedicato anche solo un minuto della loro vita a noi.
Dal Viceministro Teresa Bellanova, ai tanti parlamentari (Cesare Damiano, Marco Miccoli, Luisa Albanella, Giovanna Martelli, Erasmo Palazzotto, Vincenza Labriola, e ci scuseranno se ne dimentichiamo alcuni), ai tanti giornalisti che ci hanno seguito con passione, al ruolo fondamentale che ha avuto il Sindacato, che non ci ha lasciato mai soli, e, soprattutto a tutti Noi che non abbiamo mai smesso di crederci.
93 grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato da parte dei nostri mariti e mogli e dei nostri figli, che finalmente la sera, non saranno più obbligati a parlare e interrogarsi sulla serenità del proprio futuro o sulla disperazione di trovarsi improvvisamente senza reddito.
Un messaggio ci sentiamo di dover consegnare a tutti: mai smettere di crederci, mai smettere di lottare, mai cedere alla rassegnazione che non è possibile cambiare le cose.
Il segreto è lottare veramente e non limitarsi a parlare di come lottare.
E non dimenticarsi mai che la Solidarietà la si chiede, ma poi bisogna essere pronti anche a darla.
Se 93 persone, in gran parte donne e mamme, sono riuscite a convincere Poste Italiane, nulla è impossibile!
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