PETIZIONE CHIUSA

Stop alla caccia e al massacro di migliaia di animali .Uccidere non è uno SPORT

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Martedì 10 gennaio 2017 il consiglio regionale del Veneto ha approvato una riforma piuttosto controversa che stabilisce delle sanzioni amministrative fino a 3.600 euro contro chi disturba o ostacola l’attività di cacciatori e pescatori. La proposta di legge è stata presentata dal presidente della commissione regionale Agricoltura e Caccia Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale-Movimento per la cultura rurale) ed è passata con ventisei voti a favore, quattordici contrari e sei astenuti.  Chi disturba l’attività di cacciatori o pescatori verrà sanzionato dieci volte tanto rispetto ad esempio a un cacciatore che spara troppo vicino a una strada o a un’abitazione e per cui sono previste multe comprese tra i 200 e i 600 euro al massimo. La formulazione poco chiara del provvedimento (che parla genericamente di “disturbo” e “turbamento” e “molestie”) potrebbe poi essere applicata indistintamente a escursionisti, ciclisti, agricoltori o boscaioli, sostiene chi lo contesta. Non basta il massacro degli animali tenuti in cattività e destinati al macello, si uccide per SPORT e solo per provare sentimenti di superiorità e onnipotenza visto che di carne e pesce nei supermercati si buttano a valanghe. Inoltre la caccia, più che la pesca, essendo praticata con armi da fuoco, è davvero pericolosa non solo per i cacciatori ma anche per i civili, difatti, ogni anno, si sentono notizie su incidenti mortali causati da cacciatori. Ora BASTA. Noi siamo il popolo e solo NOI possiamo decidere come impostare la nostra società "civile". Non c'è più bisogno di uccidere animali nel loro abitat per garantirci la sopravvivenza. Dall’inizio della legislatura, e dunque dall’aprile del 2015, sono stati approvati almeno otto provvedimenti favorevoli a cacciatori e pescatori alcuni dei quali, tra l’altro, spiega Andrea Zanoni, consigliere del PD e vice presidente della commissione Ambiente del consiglio regionale,« è una legge in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica fissati da normative nazionali ed europee».

La caccia e la pesca sono attività regolamentate dalla normativa italiana ed europea e la cui pratica è subordinata al pagamento di tasse di concessione, dunque al Governo interessano solo i propri introiti senza fermarsi a riflettere su quanto sia facile trovarsi impallinato da un cacciatore che ci scambia per cinghiali durante una tranquilla gita in montagna.

L’Associazione Cacciatori Veneti (Confavi) ha pubblicato un comunicato dopo l’approvazione della legge in cui si dice naturalmente molto soddisfatta «Da oggi i cacciatori del Veneto, grazie al consigliere regionale Sergio Berlato, avranno una tutela in più»

Possiamo solo rammaricarci per questa disumana Italia e far sì che le nostre voci e opinioni arrivino a chi può fermare tutto questo.

 



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