Grazie. E non fermiamoci. Non ora.

Innanzitutto GRAZIE. Sessantuno firme in 24 ore è un risultato straordinario. Il problema è serio e sentito. Chiudere completamente il ponte per un lungo periodo di tempo avrebbe conseguenze devastanti, non solo per Ripafratta, i suoi abitanti, le sue attività commerciali, ma per il vasto "mondo di mezzo" sospeso tra Pisa e Lucca. Un territorio meraviglioso, ricco di attrazioni, storia, saggezza antica, umanità. Pensiamo ai molti studenti e lavoratori di Filettole, Balbano, Castiglioncello, Santa Maria a Colle, Nozzano, che prendono il treno per Pisa alla stazione di Ripafratta. Il turismo di tutto il Lungomonte Pisano ne risentirebbe molto. Sono migliaia i cicloamatori e podisti, spesso stranieri, che percorrono la Ciclovia Puccini da Ponte a Moriano o da Lucca e che oggi arrivano a Ripafratta, sostano, poi una parte prosegue per Filettole, Radicata, fino al Lago di Massaciuccoli, mentre altri prendono la Statale e si dirigono verso San Giuliano Terme.
Fino a qualche anno fa Serchio e Ozzeri si potevano superare utilizzando il tratto ripafrattese della vecchia Autostrada A11 Firenze-Mare. Poi il ponte sulla ferrovia fu abbattuto con un'esplosione spettacolare. Anche qui, nessuno contesta le ragioni della demolizione. Ma ora è il momento di ricostruire. Collegamenti. Senza i collegamenti non viviamo, ci sentiamo soffocare. Ponti, strade, sottopassi, cavalcavia. Se vengono meno ci manca il respiro. Un passaggio per pedoni o con bici portate a mano è possibile prevederlo. Con tutte le misure di sicurezza del caso. Se si vuole, si fa. E risolverebbe molte cose.
La differenza possiamo farla condividendo questa petizione. Il più possibile. Mandiamola a parenti, amici, colleghi, conoscenti. Non possiamo fermarci ora. Con civiltà e pacatezza.
Avanti.
Michele