

In Italia sono previste 70 nuove aperture entro il 2020, ma lo stallo delle vendite e la crescita dell'e-commerce mettono a rischio la sopravvivenza di alcune strutture più piccole. Alcune fallite anche a causa della forte concorrenza sul territorio .
Serrande abbassate, luci spente, vetrine che non hanno più nulla da mostrare. Se in Italia sono previste 70 nuove aperture di centri commerciali entro il 2020, purtroppo non esiste un numero, né una previsione, su quante saranno invece le chiusure. Ma ci saranno.
Da Nord a Sud, negli ultimi anni, decine di centri commerciali sono falliti. La crisi economica, le nuove abitudini di consumo, l’avvento dell’e-commerce ma anche, e forse soprattutto, la grande densità di strutture commerciali disseminate sul nostro territorio. In Italia, secondo gli ultimi dati diffusi da Confimprese, sono attivi 943 centri commerciali, uno ogni 64mila abitanti.
I giganti dello shopping
Perché accade questo? “Perché dietro le nuove aperture non c’è sempre e solo l’interesse commerciale. Prima di tutto, c’è l’interesse edilizio”, spiega ancora il direttore della Confesercenti di Brescia, Alessio Merigo. Ma se a livello locale capita di imbattersi in situazioni come quelle di Orzinuovi e Verolanuova, a livello nazionale invece i numeri sembrano dare ragione ai "giganti dello shopping". Almeno così sostiene Massimo Moretti, presidente del Consiglio nazionale dei centri commerciali, un’associazione nata nel 1983 con lo scopo di promuovere lo sviluppo dei “mall” nel nostro paese: “Noi diamo posto di lavoro diretto a 553mila persone, non dimentichiamo poi i nostri 35mila negozi e non dimentichiamo il contributo che diamo al Pil italiano per il 3.6 %”.