Mi fa piacere riscontrare che 113 persone, nel momento in cui leggo, hanno condiviso con me l’idea che lanciare una petizione per intestare una piazza di una Città e di un Popolo, che hanno conosciuto le tragedie di guerre, eruzioni, terremoti, dominazioni, ad una creazione umana come lo “Sport” che richiama immediatamente a valori positivi fosse un’operazione appropriata e di grande significato civile e culturale proprio in questo particolare momento storico. Purtroppo poche, per chi gestisce il potere e si muove in risposta ai numeri piuttosto che alle idee. Fortunatamente più di quelle di persone che mi hanno scritto e detto: “una cosa inutile con tante cose da fare”, “ridicola”, “proposta non rispettosa della storia e delle tradizione della città”, “bisogna intitolare strade e piazze solo a persone che hanno fatto qualcosa, non fare filosofia”. Questi tra i commenti riferibili, altri nemmeno vale la pena.
So bene, come voi, che una petizione di per sé non conta nulla. Che esiste una normativa specifica e dei formalismi da seguire per essere presa ufficialmente in considerazione da chi decide, non solo di effettuare il cambio della toponomastica, ma anche, solo di metterla in discussione. Di seguito il link per sapere quello che prevede il comune di Napoli: https://www.comune.napoli.it/articolo_tematico/urbanistica-patrimonio-politiche-per-la-casa-cimiteri-cittadini/la-toponomastica-cittadina/ .
Paradossalmente, io che non sono un’associazione o ente e che nemmeno risiedo nella X Municipalità, non posso intraprendere l’iter. Spero che qualcuno di quelli che ho provato a contattare, anche nell’ambito della Municipalità, del Comune, di associazioni sportiva, abbia interesse, se non l’ambizione, ad intraprendere formalmente il percorso.
Per conto mio, da tempo ho fatto mia la massima di Gaetano Filangieri :<< Faccio quel che posso, avvenga quel che deve! >>.

