

Petizione al Parlamento Italiano Riconoscete Ferrari come Patrimonio Culturale Nazionale


Petizione al Parlamento Italiano Riconoscete Ferrari come Patrimonio Culturale Nazionale
The Issue
Petizione al Parlamento Italiano
Riconoscete Ferrari come Patrimonio Culturale Nazionale
Promossa da: Gli appassionati italiani di Ferrari · in collaborazione con michelerovatti.com
Indirizzata a: Parlamento della Repubblica Italiana — Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Il Cavallino non appartiene agli azionisti. Appartiene all'Italia.
Enzo Ferrari non costruì automobili. Costruì un'idea dell'Italia — della velocità, dell'artigianato, dell'ostinazione contro il possibile. Rifiutò compromessi quando avrebbe potuto cedere. Tenne la fabbrica a Maranello quando avrebbe potuto spostarla. Scelse la perfezione quando il mercato chiedeva il volume.
Il risultato è il marchio più prezioso per automobile prodotto al mondo. Non un prodotto. Un simbolo nazionale.
Cosa sta succedendo
Negli ultimi anni, sotto la guida della famiglia Elkann — eredi dell'impero Agnelli — Ferrari ha imboccato una strada che non porta a Monza. Porta a Wall Street.
La holding Exor, che controlla Ferrari, ha sede ad Amsterdam.
Le decisioni strategiche sul marchio vengono prese lontano dall'Italia, lontano da Maranello, lontano dalla storia che ha reso quel Cavallino riconoscibile in ogni angolo del mondo.
Il 25 maggio 2026 è stata presentata la Ferrari Luce: un concept elettrico che ha suscitato reazioni di sgomento tra appassionati, ingegneri e osservatori del settore in tutto il mondo. Non perché sia elettrico — il futuro si accetta. Ma perché tradisce l'anima del marchio: la proporzione, l'essenzialità, la tensione muscolare tra forma e funzione che ha sempre reso una Ferrari immediatamente riconoscibile.
Quando un simbolo nazionale viene gestito come un asset finanziario, il danno non è solo estetico. È identitario.
Cosa chiediamo
1. Il riconoscimento formale di Ferrari come Marchio Storico di Interesse Nazionale, ai sensi dell'art. 185-bis del Codice della Proprietà Industriale e della Legge Made in Italy (L. 206/2023). Ferrari soddisfa tutti i requisiti: oltre 75 anni di storia continuativa, produzione radicata nel territorio nazionale, valore simbolico di eccellenza italiana riconosciuto nel mondo.
2. L'istituzione di una commissione parlamentare che valuti i meccanismi di tutela dei marchi italiani di eccellenza nei confronti di decisioni strategiche prese da holding estere che ne detengono il controllo.
Non è contro il mercato. È per l'identità.
Non chiediamo la nazionalizzazione di Ferrari. Non chiediamo di togliere nulla a nessuno.
Chiediamo che il Parlamento italiano riconosca formalmente ciò che ogni italiano già sa: che il Cavallino Rampante non è solo un logo. È parte di quello che siamo.
Chiediamo che esista, almeno sulla carta, uno strumento di tutela che impedisca a un simbolo nazionale di essere dissolto — un concept alla volta — nelle logiche di un portafoglio finanziario con sede all'estero.
Enzo Ferrari disse: "Il successo è effimero ma la rinuncia è definitiva."
La rinuncia all'identità di Ferrari sarebbe definitiva.
Firma questa petizione. Condividila. Falla arrivare a chi deve sentirla.
Promossa da appassionati italiani ·
Maggio 2026
14 anni di analisi geopolitica e culturale. Nessun filtro, nessuna agenda.
michelerovatti.com

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Petizione al Parlamento Italiano
Riconoscete Ferrari come Patrimonio Culturale Nazionale
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Il Cavallino non appartiene agli azionisti. Appartiene all'Italia.
Enzo Ferrari non costruì automobili. Costruì un'idea dell'Italia — della velocità, dell'artigianato, dell'ostinazione contro il possibile. Rifiutò compromessi quando avrebbe potuto cedere. Tenne la fabbrica a Maranello quando avrebbe potuto spostarla. Scelse la perfezione quando il mercato chiedeva il volume.
Il risultato è il marchio più prezioso per automobile prodotto al mondo. Non un prodotto. Un simbolo nazionale.
Cosa sta succedendo
Negli ultimi anni, sotto la guida della famiglia Elkann — eredi dell'impero Agnelli — Ferrari ha imboccato una strada che non porta a Monza. Porta a Wall Street.
La holding Exor, che controlla Ferrari, ha sede ad Amsterdam.
Le decisioni strategiche sul marchio vengono prese lontano dall'Italia, lontano da Maranello, lontano dalla storia che ha reso quel Cavallino riconoscibile in ogni angolo del mondo.
Il 25 maggio 2026 è stata presentata la Ferrari Luce: un concept elettrico che ha suscitato reazioni di sgomento tra appassionati, ingegneri e osservatori del settore in tutto il mondo. Non perché sia elettrico — il futuro si accetta. Ma perché tradisce l'anima del marchio: la proporzione, l'essenzialità, la tensione muscolare tra forma e funzione che ha sempre reso una Ferrari immediatamente riconoscibile.
Quando un simbolo nazionale viene gestito come un asset finanziario, il danno non è solo estetico. È identitario.
Cosa chiediamo
1. Il riconoscimento formale di Ferrari come Marchio Storico di Interesse Nazionale, ai sensi dell'art. 185-bis del Codice della Proprietà Industriale e della Legge Made in Italy (L. 206/2023). Ferrari soddisfa tutti i requisiti: oltre 75 anni di storia continuativa, produzione radicata nel territorio nazionale, valore simbolico di eccellenza italiana riconosciuto nel mondo.
2. L'istituzione di una commissione parlamentare che valuti i meccanismi di tutela dei marchi italiani di eccellenza nei confronti di decisioni strategiche prese da holding estere che ne detengono il controllo.
Non è contro il mercato. È per l'identità.
Non chiediamo la nazionalizzazione di Ferrari. Non chiediamo di togliere nulla a nessuno.
Chiediamo che il Parlamento italiano riconosca formalmente ciò che ogni italiano già sa: che il Cavallino Rampante non è solo un logo. È parte di quello che siamo.
Chiediamo che esista, almeno sulla carta, uno strumento di tutela che impedisca a un simbolo nazionale di essere dissolto — un concept alla volta — nelle logiche di un portafoglio finanziario con sede all'estero.
Enzo Ferrari disse: "Il successo è effimero ma la rinuncia è definitiva."
La rinuncia all'identità di Ferrari sarebbe definitiva.
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Petition created on 29 May 2026