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Pesticidi sintetici proibiti ad agricoltori, industrie, importazione.In Svizzera promosso referendum

BIOPOLIS StoreROMA, Italy

Jul 31, 2018
di Luisiana Gaita
E’ del Maggio scorso, ma pur sempre valida, la notizia che la Svizzera voterà per bandire i pesticidi sintetici grazie a un’iniziativa partita dalla società civile. Il gruppo Future 3.0 ha raccolto, infatti, circa 140mila sottoscrizioni, superando le 100mila necessarie per indire un referendum e chiedere il divieto di utilizzo di pesticidi sintetici che si applicherebbe ad agricoltori, industrie e a prodotti alimentari importati. L’iniziativa ‘Per una Svizzera senza pesticidi sintetici’ è stata lanciata nel novembre 2016 e il testo è stato depositato il 25 maggio alla Cancelleria federale. Una messa al bando totale nella ricca Svizzera sarebbe un messaggio molto più forte rispetto ai divieti di pesticidi sintetici già esistenti in diverse città del mondo e avrebbe un valore diverso anche dal divieto imposto nel 2013 dal Bhutan, paese dell’Asia meridionale infinitamente più povero e, a oggi, l’unico del pianeta dove vige, appunto, il bando totale. Tra l’altro proprio in Svizzera ha sede Syngenta, il più grande produttore mondiale di pesticidi. Si tratta di un tema molto attuale, anche e soprattutto in Europa, dopo che a fine 2017 l’Ue ha dato nuovamente il via libera all’utilizzo del glifosato, il diserbante più utilizzato al mondo, mentre altri Paesi, tra cui Italia e Francia, puntano a vietarlo. […]
IL DIBATTITO IN EUROPA – Il dibattito in Europa è acceso più che mai, soprattutto dopo la proroga della licenza di cinque anni, arrivata in extremis a novembre 2017, per il glifosato, erbicida sospettato di essere dannoso per la salute. I ventotto Paesi dell’Ue sono stati incapaci fino all’ultimo di trovare un accordo sul rinnovo dell’autorizzazione e la proroga non è andata giù al Parlamento europeo, che chiedeva invece di eliminare gradualmente il commercio e l’utilizzo del glifosato entro la fine del 2022. A questo si aggiungono nuovi tasselli. Uno di questi arriva proprio dall’Italia. Nelle ultime ore, infatti, sono stati pubblicati i risultati della fase pilota dello Studio Globale sul glifosato realizzato presso l’Istituto Ramazzini di Bentivoglio, Bologna, con l’obiettivo di valutare la tossicità di questo diserbante nei diversi periodi dello sviluppo. Secondo questo lavoro gli erbicidi a base di glifosate possono portare ad alcune importanti alterazioni biologiche anche dopo l’esposizione a dosi ritenute ‘sicure’. I risultati, che sono la base di un’indagine più approfondita, contraddicono in parte quanto affermato in passato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) dell’Agenzia Europea per la Chimica (Echa). Queste sostanze mostrano effetti sullo sviluppo sessuale, sul microbioma intestinale e genotossicità, ossia possono danneggiare l’informazione genetica causando mutazioni nel Dna cellulare. Anche a dosi giornaliere ritenute ‘accettabili’ e dopo un periodo relativamente breve di esposizione.
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