Обновление к петицииPer il diritto di voto in consolato per i cittadini italiani in UK alle elezioni europee

Lo schiaffo del Governo e della maggioranza ai cittadini italiani europei residenti nel Regno Unito 

+Europa Londra
20 мар. 2019 г.

Ciao a tutti, 

Vi aggiorniamo sulla campagna Diritto di Voto in Consolato. Sembra che saremo davvero in balia dell'esito della Brexit e il Parlamento e il Governo si sono finalmente espressi con parole chiare. 

Qui trovate il comunicato che abbiamo inviato ai giornali. 

Come vedete...non ci fermiamo

- Il video del primo intervento di Fusacchia rivolto al Presidente Conte
https://www.facebook.com/piueuropalondra/posts/1189522631230630
- Il video del secondo intervento di Fusacchia dopo il parere contrario del Governo https://www.facebook.com/piueuropalondra/posts/1189525051230388
- L'esito del voto https://www.facebook.com/piueuropalondra/posts/1189525257897034

Il Governo e il Parlamento italiano rifiutano di impegnarsi a garantire il diritto di voto in consolato alle elezioni europee ai 600,000 italiani nel Regno Unito. 
Il 19 marzo sia il Governo che il Parlamento italiani si sono espressi contro la risoluzione presentata dal Parlamentare di +Europa Alessandro Fusacchia che avrebbe impegnato il Presidente del Consiglio a far valere i diritti di voto degli italiani residenti nel Regno Unito con la Prima Ministra britannica Theresa May durante il Consiglio Europeo. 

Dopo settimane di interrogazioni parlamentari alla Camera (Fusacchia, +Europa e Bonino, +Europa) e di vaghe risposte del Ministero dell'Interno e della Farnesina, è arrivato ieri il "no" secco del Presidente del Consiglio e del Parlamento alla richiesta - avviata dal gruppo di +Europa Londra con un appello firmato da oltre 1,500 cittadini - di garantire il diritto di voto in consolato alle elezioni europee qualunque sia l'esito della transizione Brexit. 

L'Onorevole Fusacchia (+Europa), che giá aveva presentato un'interrogazione sul tema a Salvini il 13 febbraio, seguito da Emma Bonino in senato, ha presentato martedi 19 aprile una risoluzione per chiedere al Presidente del Consiglio di attivarsi in seno al prossimo Consiglio Europeo, per garantire l'esercizio del diritto di voto agli italiani residenti nel Regno Unito durante le prossime elezioni europee come i residenti negli altri Paesi dell’UE e pertanto senza essere tenuti a rientrare in Italia.
 
Fusacchia ha accompagnato la risoluzione con un appello al Presidente del Consiglio durante l'iincontro alla Camera martedi mattina. Il Governo tuttavia ha espresso parere contrario respingendo la richiesta di Fusacchia. La Camera ha poi votato la risoluzione, 311 parlamentari hanno votato contro (Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia) e 200 parlamentari hanno votato a favore (+Europa, LEU, Partito Democratico e Forza Italia). 

In un post Facebook pubblicato dopo la votazione Fusacchia ha raccontato la dinamica parlamentare: "Si trattava di un tema di buon senso, di diritti di cittadinanza. Ma la Lega e il Movimento 5 Stelle (e Fratelli d'Italia) non hanno votato contro per ragioni logiche. Hanno votato contro perché se votavano a favore dovevano a quel punto entrare nel merito anche di tutte le altre mozioni, e invece la linea è “se l’ha presentata qualcuno dell’opposizione non stiamo manco a leggere che c’è scritto, si boccia e basta”. 

Con il rinvio al 30 giugno o dopo dell’uscita del Regno Unito gli italiani residenti nel Regno Unito potranno votare alle Elezioni Europee del 27 maggio dall'UK ma resta necessario – prevede sempre la stessa legge italiana – un accordo del governo britannico ad allestire i seggi presso il consolato italiano. La risoluzione 6-65 presentata dall'onorevole Fusacchia a nome di Piu Europa chiedeva che il Parlamento desse forza al Presidente del Consiglio per trovare un accordo con May durante il prossimo Consiglio Europeo, ma il Governo ha respinto la risoluzione. 


Virginia Fiume, membro della Direzione Nazionale di +Europa e Christian Pepe, coordinatore del Gruppo +Europa Londra, dichiarano: "Quando abbiamo iniziato questa campagna per il diritto di voto in consolato per noi cittadini italiani europei residenti a Londra mai avremmo pensato di subire un cosi duro colpo in Parlamento. Abbiamo raccolto 1500 firme, organizzato tre presidi in Consolato, ricevuto il supporto di Emma Bonino e Alessandro Fusacchia. Il Governo e il Parlamento oggi decidono di ignorare una delle conseguenze peggiori della Brexit: la perdita dei diritti acquisiti come cittadini europei, sull'altare degli interessi nazionali. Non ci stupisce, ma ci incoraggia a portare avanti la nostra battaglia per una vera cittadinanza europea. Ci attiveremo, con tutti i cittadini italiani europei che lo vorranno perchè il diritto di voto senza bisogno di volare in Italia per le Elezioni Europee possa essere esercitato da qualunque cittadino italiano europeo residente dentro e fuori i confini dell'Unione.    

Il prossimo Consiglio Europeo è chiamato a pronunciarsi sulla Brexit in un contesto di crescente difficoltà del Regno Unito.

Il voto del 14 marzo del Parlamento britannico apre la strada ad una richiesta all’UE di posporre l’uscita del Regno Unito oltre il 29 marzo 2019, al 30 giugno o oltre, in ogni caso dopo lo svolgimento delle elezioni europee a fine maggio.

Non è chiaro che questa ipotesi venga accettata dal Consiglio Europeo, potendosi ancora produrre una uscita “senza accordo” al 29 marzo, né sono chiare – anche qualora fosse concordato un rinvio al 30 giugno o oltre – le implicazioni sulla partecipazione da parte del Governo britannico alle elezioni europee, con conseguente indizione dei seggi per i cittadini britannici e per gli altri cittadini comunitari residenti nel Regno Unito.


Dove eravamo rimasti

Almeno 330.000 italiani risultano iscritti all’AIRE come residenti nel Regno Unito e si stima che altri 300.000 vi siano temporaneamente domiciliati.
 
La legislazione italiana distingue le modalità di voto per le elezioni europee in base al Paese estero di residenza, se Paese membro dell’Unione europea – dove i cittadini italiani possono votare attraverso i seggi allestiti dalla rete consolare – o Paese terzo non membro dell’UE, dove i cittadini italiani non possono in alcuna forma esercitare il diritto di voto, salvo rientrare in Italia.

Nelle precedenti elezioni europee i cittadini italiani residenti nel Regno Unito, come Paese membro dell’UE, hanno potuto esercitare il diritto di voto attraverso la rete dei seggi organizzati nelle sedi consolari.

Permane un rischio che l’uscita del Regno Unito dall’UE privi tali concittadini italiani di questa forma di esercizio dell’elettorato attivo, in ragione sia della definizione della data di uscita e del conseguente status del Regno Unito come Paese membro o meno, e quindi della legislazione italiana applicabile.

La Farnesina dispone già delle competenze, dell’esperienza e delle risorse stanziate per assicurare agli italiani residenti nel Regno Unito la possibilità di votare per le elezioni europee secondo le modalità previste negli altri Paesi dell’UE.

Il 6 febbraio gli attivisti del gruppo +Europa Londra hanno dato il via a un'iniziativa di dialogo con il Ministro dell'Interno per chiedere - supportati dalle firme di oltre 1500 cittadini - di garantire il diritto di voto in Consolato a prescindere dagli esisti della Brexit. 

Il 13 Febbraio Alessandro Fusacchia aveva posto un'interrogazione a risposta immediata al Ministro Salvini il quale si era detto favorevole a favorire l'esercizio di questo diritto per le elezioni europee. 
E qui il video con la risposta di Matteo Salvini. https://www.facebook.com/watch/?v=637722106659748

La stessa Emma Bonino era intervenuta in Senato il 6 marzo per invitare il Governo a fare un intervento straordinario data la straordinarietá della situazione https://www.facebook.com/EmmaBoninoOfficial/posts/10156196301423226

 

 

 

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