

Per Giulio Regeni: l'Italia interrompa i rapporti con l'Egitto
Il problema
Il 25 gennaio 2016 Giulio scompare al Cairo: dopo essere stato sottoposto a torture, il suo corpo viene abbandonato sul ciglio della strada che congiunge il Cairo ad Alessandria. Dieci anni dopo, il 28 settembre 2026, la Corte d'Assise di Roma ha pronunciato la sentenza di primo grado nel processo
per il suo sequestro: tre funzionari dei servizi di sicurezza egiziani sono stati condannati a dieci anni di reclusione per il sequestro di Giulio; un quarto imputato è stato assolto. L'accusa di omicidio è stata esclusa dalla Corte.
Gli imputati, identificati, sono stati giudicati in assenza. La loro consegna alle autorità italiane non è avvenuta e i condannati risultano irreperibili. La mancanza di cooperazione da parte delle autorità egiziane e i depistaggi che hanno caratterizzato la vicenda non hanno consentito di assicurare la presenza e la consegna dei condannati alla giustizia italiana.
Dopo dieci lunghi anni di dolore e ingiustizia, l'Italia non può limitarsi a prendere atto di questa situazione senza trarne conseguenze nei rapporti con le autorità egiziane.
La tutela dei cittadini italiani, il rispetto delle decisioni della magistratura e la difesa dello Stato di diritto devono avere conseguenze concrete anche sul piano internazionale. Il trattamento disumano che Giulio ha dovuto subire ingiustamente è un affronto all'Italia intera e a noi italiani.
Chiediamo pertanto al Governo italiano e alle istituzioni competenti di:
- interrompere i rapporti diplomatici con l'Egitto;
- richiamare l'ambasciatore italiano al Cairo, valutando contestualmente ogni ulteriore misura diplomatica necessaria;
- esigere dalle autorità egiziane la consegna all'Italia dei soggetti condannati, facendo pressione anche a livello europeo, internazionale e commerciale affinché le pene possano essere effettivamente eseguite;
- adottare misure concrete per disincentivare il turismo italiano in Egitto, informando adeguatamente i cittadini italiani;
- rivedere e, ove giuridicamente possibile, irrigidire le procedure di ingresso e di concessione dei visti ai cittadini egiziani, compresi gli ingressi nell'ambito dei flussi migratori programmati, nel rispetto del diritto italiano ed europeo;
- promuovere, ove consentito, l'intitolazione a Giulio Regeni di strade o piazze situate presso le rappresentanze diplomatiche egiziane in Italia, affinché la sua memoria rimanga visibile anche nei luoghi in cui l'Italia intrattiene rapporti con lo Stato egiziano.
Chiediamo che lo Stato italiano dia una risposta proporzionata alla gravità della vicenda e alla mancata cooperazione delle autorità egiziane.
Non chiediamo misure contro il popolo egiziano né contro i cittadini egiziani in quanto tali. Chiediamo che siano le autorità dello Stato egiziano e i responsabili della mancata cooperazione giudiziaria a sopportare le conseguenze diplomatiche e politiche della situazione venutasi a creare.
L'Italia non può chiedere giustizia per un proprio cittadino e, contemporaneamente, comportarsi come se nulla fosse accaduto nei rapporti con le autorità egiziane.
Giulio Regeni era un nostro connazionale.
Era un figlio, un fratello, un amico, un collega.
Era ed è uno di noi.
Per Giulio Regeni. Per la giustizia. Per la dignità dell'Italia.

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Il problema
Il 25 gennaio 2016 Giulio scompare al Cairo: dopo essere stato sottoposto a torture, il suo corpo viene abbandonato sul ciglio della strada che congiunge il Cairo ad Alessandria. Dieci anni dopo, il 28 settembre 2026, la Corte d'Assise di Roma ha pronunciato la sentenza di primo grado nel processo
per il suo sequestro: tre funzionari dei servizi di sicurezza egiziani sono stati condannati a dieci anni di reclusione per il sequestro di Giulio; un quarto imputato è stato assolto. L'accusa di omicidio è stata esclusa dalla Corte.
Gli imputati, identificati, sono stati giudicati in assenza. La loro consegna alle autorità italiane non è avvenuta e i condannati risultano irreperibili. La mancanza di cooperazione da parte delle autorità egiziane e i depistaggi che hanno caratterizzato la vicenda non hanno consentito di assicurare la presenza e la consegna dei condannati alla giustizia italiana.
Dopo dieci lunghi anni di dolore e ingiustizia, l'Italia non può limitarsi a prendere atto di questa situazione senza trarne conseguenze nei rapporti con le autorità egiziane.
La tutela dei cittadini italiani, il rispetto delle decisioni della magistratura e la difesa dello Stato di diritto devono avere conseguenze concrete anche sul piano internazionale. Il trattamento disumano che Giulio ha dovuto subire ingiustamente è un affronto all'Italia intera e a noi italiani.
Chiediamo pertanto al Governo italiano e alle istituzioni competenti di:
- interrompere i rapporti diplomatici con l'Egitto;
- richiamare l'ambasciatore italiano al Cairo, valutando contestualmente ogni ulteriore misura diplomatica necessaria;
- esigere dalle autorità egiziane la consegna all'Italia dei soggetti condannati, facendo pressione anche a livello europeo, internazionale e commerciale affinché le pene possano essere effettivamente eseguite;
- adottare misure concrete per disincentivare il turismo italiano in Egitto, informando adeguatamente i cittadini italiani;
- rivedere e, ove giuridicamente possibile, irrigidire le procedure di ingresso e di concessione dei visti ai cittadini egiziani, compresi gli ingressi nell'ambito dei flussi migratori programmati, nel rispetto del diritto italiano ed europeo;
- promuovere, ove consentito, l'intitolazione a Giulio Regeni di strade o piazze situate presso le rappresentanze diplomatiche egiziane in Italia, affinché la sua memoria rimanga visibile anche nei luoghi in cui l'Italia intrattiene rapporti con lo Stato egiziano.
Chiediamo che lo Stato italiano dia una risposta proporzionata alla gravità della vicenda e alla mancata cooperazione delle autorità egiziane.
Non chiediamo misure contro il popolo egiziano né contro i cittadini egiziani in quanto tali. Chiediamo che siano le autorità dello Stato egiziano e i responsabili della mancata cooperazione giudiziaria a sopportare le conseguenze diplomatiche e politiche della situazione venutasi a creare.
L'Italia non può chiedere giustizia per un proprio cittadino e, contemporaneamente, comportarsi come se nulla fosse accaduto nei rapporti con le autorità egiziane.
Giulio Regeni era un nostro connazionale.
Era un figlio, un fratello, un amico, un collega.
Era ed è uno di noi.
Per Giulio Regeni. Per la giustizia. Per la dignità dell'Italia.

I decisori


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Petizione creata in data 29 settembre 2026