#pensionea20anni

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Oggi giorno noi giovani ci troviamo, troppe volte, di fronte a scelte obbligate. Spesso ci viene detto che non sappiamo accontentarci, ma nella maggior parte dei casi, siamo costretti a farlo perché non abbiamo alternative.

Da sempre ci è imposto un modello di vita che per tutti ha lo stesso copione: studio, lavoro e pensione (se tutto va bene).

Tra l’altro col tempo abbiamo capito che il mito “dell’istruzione uguale per tutti”era falso. Alla fine delle scuole superiori abbiamo capito che la formazione è fatta di tante cose, ma sopratutto da quelle che possiamo definire “esperienze di vita”. Mentre frequentavamo l’università ci siamo accorti che c’erano persone intorno a noi che potevano permettersi anni fuori corso, università di lusso e più di un viaggio all’anno. Noi, invece, continuiamo a fare i camerieri, rigorosamente in nero, che tanto ormai ci siamo abituati e magari metteremo qualche soldo da parte per farci una settimana al mare, ma niente di più.

Tutto questo non vuol dire che ci piangiamo addosso o che sia nostra intenzione farlo, ma vorremmo che qualcosa cambiasse. Vorremmo che tutti avessero la possibilità, negli anni della propria crescita di poter esplorare il mondo, scoprire e portarsi dentro delle cose che creeranno i noi del domani.

Perché non investire sui giovani? Credete davvero che ci faccia differenza l’andare in pensione a 65 o a 70 anni? 

È molto bello giocare a briscola in un circolo ricreativo, ma è una cosa che possiamo fare a tutte le età, ma fare esperienze per sé stessi è decisamente più difficile e, una volta risucchiati nel mondo del lavoro, avremo sempre meno tempo da dedicarci.

Da questo nasce la provocazione della pensione a vent’anni.