Diamo a tutti la possibilità di votare alle elezioni

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Il diritto di votare alle elezioni è un diritto riconosciuto dalla Costituzione a tutti i cittadini.

Questo diritto è riconosciuto anche ai malati ricoverati in ospedale, agli handicappati che non possono muoversi da casa o che devono essere assistiti nella cabina elettorale, ai naviganti (marittimi o aviatori) fuori residenza e distanti da casa il giorno delle elezioni e ai cittadini italiani residenti all'estero.

Ad ogni elezione l'amministrazione si mobilita per garantire questo diritto. Vengono organizzati seggi negli ospedali, si fanno votare a domicilio i malati costretti a casa e i marittimi o aviatori fuori residenza possono votare in seggi di altre città.

Nonostante tutto ciò non è vero che a tutti è garantito il diritto di voto. Mi riferisco a chi per lavoro - autisti, ferrovieri, medici o lavoratori o tecnici o professionisti di ogni genere - si trova lontano da casa e non ha la possibilità di tornare nella propria città per votare. Si tratta di persone attive, motivate anche a votare, ma a cui è preclusa questa possibilità.

A tutti costoro, anche con una giustificazione del datore di lavoro e con la tessera elettorale in mano, e quindi regolarmente iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica, non è consentito con la legislazione vigente di recarsi in un seggio lontano da casa per votare.  

Ripeto, questa possibilità invece è già riconosciuta ai naviganti (marittimi o aviatori) ma non ad altri lavoratori.

A questo si aggiunge il fatto che in queste elezioni, come anche nelle prossime, le votazioni si svolgono in un solo giorno e non più in due giorni e diventa ancora più difficile il ritorno in tempo a casa.

Non avrei lanciato questa petizione se non avessi io stesso fatto esperienza diretta di tutto questo.

Sono un medico e la domenica 4 marzo ero di turno in una clinica per tutto il giorno. La clinica è lontana dalla mia casa e per questo, tramite il direttore sanitario della clinica, avevo chiesto all’ufficio elettorale del comune di votare in clinica. Mi hanno detto che la cosa non era assolutamente possibile. Quando mi sono rivolto alla prefettura per cercare una soluzione la risposta è stata uguale. Mi hanno anche fatto l’esempio di un loro viceprefetto che, con residenza a Napoli, lavorava in questa prefettura del Nord e che in ogni tornata elettorale non poteva, per ovvi motivi di lavoro, tornare in quei giorni a Napoli e che quindi, regolarmente e ogni volta, non votava.

Oltre a me in clinica non hanno potuto votare i parenti di alcuni malati che provenivano da altre regioni. Erano in clinica per accompagnare e assistere i loro parenti e non avevano quindi la possibilità di tornare a casa per votare.

Il diritto al voto è un diritto costituzionale.

Se però questo diritto non può essere esercitato neppure dagli stessi funzionari della Pubblica Amministrazione, impegnati in un servizio pubblico, questo diritto al voto è solo una affermazione formale.

Nessuno vuole vivere in una repubblica delle banane.

Chiedo pertanto:

  • a tutti una firma per cominciare a togliere almeno una di queste banane dall’albero della nostra Repubblica 
  • e alle varie forze politiche di mobilitarsi per rendere veramente effettivo uno dei diritti costituzionali fondamentali, garantiti ma non realizzati, dalla nostra repubblica. 

Che sia consentito a tutti coloro che per giustificati motivi, lavoro salute o altro, si trovano impossibilitati a raggiungere il proprio seggio e sono regolarmente iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica, di poter votare in un altro seggio diverso dal proprio.

E quando dico tutti intendo proprio tutti, e non solo alcuni.



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