#StopOVERTOURISM! LEGGE SPECIALE PER LE CITTÀ D'ARTE ASSALITE DAL TURISMO MORDI E FUGGI

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(English version below)

Firenze precipita a capofitto nell’Overtourism e nessuno pensa ancora di tirare il freno. Diciotto milioni di presenze turistiche per il 2018, in gran parte concentrate nei 5 km quadrati dell’area dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco. Uno spazio in cui bar, ristoranti ed esercizi di somministrazione hanno soppiantato i negozi di prossimità, le botteghe artigiane e pressoché ogni altra attività commerciale non utile a soddisfare i turisti. Quello che era il museo a cielo aperto del Rinascimento è oggi un gigantesco mangificio: 217 esercizi di somministrazione alimentare per Km2, circa uno ogni 10 metri. Non c’è strada o piazza in cui il Comune non abbia concesso a tali esercizi di aprire dehors, per un totale di 14.000 metri quadri di suolo pubblico affittati ai privati e sottratti alla fruibilità collettiva. Nel solo centro storico quasi 8000 immobili (il 18% del totale) sono stati sottratti alla residenza per trasformarli in strutture extralberghiere per turisti offerte al mercato internazionale tramite le piattaforme online.  A pagarne le conseguenze sono gli stessi turisti e, soprattutto i residenti. Solo negli ultimi 9 mesi a Firenze 500 persone sono state sfrattate per far spazio ad affitti turistici.  Le poche famiglie che ancora resistono nel centro storico sono sempre più isolate in condomini altrimenti trasformati in bed & breakfast. Come se non bastasse, quanti non si sono ancora rassegnati alla fuga devono far fronte ai crescenti canoni di affitto e a impennate di spesa per oneri condominiali e pubblici servizi, da cui scorporare i costi riconducibili ai consumi dei turisti non è cosa ovvia in base alla vigente legislazione. Un fenomeno che si sta estendendo anche ai quartieri di Firenze prossimi al centro e facilmente raggiungibili con le nuove linee tramviarie. E laddove non arriva il turismo subentra l’abbandono e l’incuria per mancanza di risorse, sorveglianza e servizi, necessariamente concentrati sulle aree più frequentate.

Fenomeni simili, e forse anche peggiori, sono in corso da tempo a Venezia, Matera e in tutte le città d’arte, i siti Unesco e i piccoli borghi d’Italia, distruggendone il tessuto umano, sociale e produttivo per far posto a un’economia di breve respiro che consumando e svilendo la bellezza locale, paradossalmente danneggia la propria principale attrattiva. La ricchezza che tutto questo genera in loco poggia sulle basi dell’effimero, tanti sono i capitali e gli interessi estranei che a poco a poco si stanno impadronendo della città.

Non siamo contro i turisti, che come i residenti subiscono la mercificazione delle città d’arte e ne perdono la fruibilità in un meccanismo di accoglienza divenuto impossibile per eccesso di rialzo nel numero di ospiti.

Per tutti, visitatori e residenti chiediamo al Parlamento Italiano una legge speciale per salvaguardare il tessuto vitale delle città d’arte.

 Una legge per le città d’arte che:

- garantisca ai Sindaci, o alla maggioranza dei due terzi del Consiglieri comunali, la facoltà di limitare l’accesso di turisti in specifiche aree della città;

- istituisca pubblici registri comunali per chiunque eserciti attività di ricezione turistica, professionale e non, e per le concessioni di occupazione del suolo pubblico a scopi commerciali;

- disponga precisi limiti restrittivi all’uso del suolo pubblico a fini commerciali;

- attribuisca ai sindaci poteri - e doveri – speciali riguardo l’introduzione di limiti, numerici, di orario e di localizzazione, alle licenze commerciali di somministrazione alimentare e alle attività di ricezione extralberghiera (professionale e non), eventualmente anche restringendo il numero di immobili destinabili alla locazione turistica in specifiche aree cittadine;

- attribuisca alle amministrazioni comunali il potere di impedire l’accesso, la circolazione e la sosta in specifiche aree della città ad autobus, pulmini o auto, anche del servizio pubblico, adibiti al noleggio con conducente o al trasporto merci;

- disponga che la raccolta e lo smaltimento rifiuti prodotti dalle utenze commerciali sia fatta separatamente da quella delle utenze private e che per tutti la relativa tariffa sia calcolata non più sulla base dell’estensione dell’immobile, ma in base a tipologia e quantità di rifiuti generati;

- introduca opportune modifiche nel Codice Civile per consentire ai condomìni di ripartire le spese delle attività ricettive (professionali e non) eventualmente presenti non più proporzionalmente ai millesimi di proprietà, ma in base a specifiche tabelle approvate dalla maggioranza dei partecipanti all’Assemblea condominiale.

#StopOVertourism! A special law to protect Italian cities of art

Florence rushes headlong into the Overtourism and no one does anything to pull the brake. Eighteen million tourist presences for 2018, mostly concentrated in the 5 square kilometers of the UNESCO world heritage area. A space in which bars, restaurants, bar and street food markets have supplanted the nearby shops, craft shops and almost any other commercial activity not useful for tourists. What used to be the Renaissance open-air museum is today a gigantic food market: 217 food stores for Km2, about one every 10 meters. There is no road or square in which the Municipality has not granted such exercises to open dehors, for a total of 14,000 square meters of public land rented to private individuals and subtracted from the collective usability. In the historical center alone, almost 8000 properties (18% of the total) were subtracted from the residence to turn them into extra-hotel facilities for tourists on the international market through online platforms. The tourists themselves and especially the residents suffer the consequences of this situation. Only in the last 9 months in Florence 500 people have been evicted to make room for tourist rentals. The few families that still stand in the historic center are increasingly isolated in condominiums otherwise transformed into bed & breakfast. As if this were not enough, those who have not yet resigned themselves to get out of the city need to cope with rising rental fees and spending spikes for condominium charges and public services, from which to separate the costs attributable to the consumption of tourists is not obvious according to the current legislation. A phenomenon that is also extending to the neighborhoods of Florence close to the center and easily reachable with the new tram lines. And where tourism does not arrive, abandonment and negligence take over due to lack of resources, surveillance and services, necessarily concentrated on the most visited areas.

 Similar phenomena, and perhaps even worse, have been going on for some time in Venice, Matera and in all the cities of art, the UNESCO sites and the small villages of Italy, destroying the human, social and productive fabric to make room for a short-term economy which by consuming and debasing local beauty paradoxically damages one's main attraction. The wealth that all this generates on the ground rests on the basis of the ephemeral, so many are the capitals and foreign interests that are gradually taking possession of the city.

 We are not against tourists, who like residents undergo the commodification of the cities of art and lose their usability in a welcoming mechanism that has become impossible due to excess of increase in the number of guests.

For all, visitors and residents we ask the Italian Parliament for a special law to safeguard the vital fabric of the cities of art. A law for cities of art that:

 - guarantees to the mayors, or the majority of two-thirds of the municipal councilors, the right to limit the access of tourists to specific areas of the city;

 - establish public municipal registers for anyone who carries out tourism reception activities, professional or not, and for concessions to occupy public land for commercial purposes;

- have precise restrictive limits on the use of public land for commercial purposes;

 - assign powers to the mayors - and special duties - regarding the introduction of limits – about number, opening hours and location – of commercial licenses for food supply and non-hotel reception activities (professional or otherwise), possibly also restricting the number of properties destined for tourist leasing in specific city areas;

 - gives municipal administrations the power to prevent access, circulation and parking in specific areas of the city by bus, minibus or car, including public service, used for hire with driver or freight;

 - provides that the collection and disposal of waste produced by commercial users is done separately from that of private users and that for all the relevant rates are calculated no longer on the basis of the extension of the property, but based on the type and amount of waste generated;

 - introduces appropriate changes in the Civil Code to allow condominiums to allocate the costs of accommodation (professional and otherwise based on specific tables approved by the majority of participants in the condominium assembly.



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