

I TIR A ROMA CON 61.000 FIRME
ORA REVOCA DELLA CONVENZIONE TRUFFA CON LA TIRRENIA
IL GOVERNO SI IMPEGNA A CONVOCARE UN VERTICE LA SETTIMANA PROSSIMA SUGLI AUMENTI NEL TRASPORTO MERCI
L’ANTITRUST ACCENDE RIFLETTORI SULLA FUSIONE: APPENA INVIATA LETTERA AL MINISTERO PER CHIEDERE INFORMAZIONI E CHIARIMENTI
I COMMISSARI LIQUIDATORI DI TIRRENIA PRONTI AD IMPUGNARE LA FUSIONE: VERREBBE MENO LA GARANZIA SUI 180 MILIONI DI DEBITI DI ONORATO CON LO STATO E RISCHIEREBBERO IN SOLIDO SE NON LO FACESSERO
“Subito un vertice al ministero delle Infrastrutture sugli aumenti del trasporto merci, esame attento dei contenuti della petizione popolare firmata da 61 mila cittadini, attenzione sull’attuazione della convenzione e sul mancato pagamento dei 180 milioni di euro da parte di Onorato allo Stato. Verifica immediata sulla vendita della nave Aurelia con un guadagno di dieci volte tanto da quanto deciso dal precedente governo. La consegna della montagna di firme raccolte per la revoca della convenzione con la Tirrenia ha segnato un primo importante traguardo: lo scandalo Tirrenia è sul tavolo del Ministro Toninelli. Ora nessuno potrà dire di non sapere quanto sta succedendo ed è successo sulla vicenda dei 73 milioni di euro regalati a Onorato per la gestione di una continuità territoriale fallimentare, inadeguata e scandalosa. Sul tavolo del governo abbiamo posto anche il tema della sicurezza del trasporto ricordando che nemmeno quattro giorni fa una nave della Tirrenia, la Moby Dada è rimasta ferma in mezzo al mare per oltre tre ore priva di motori. Si rischia ogni giorno con una gestione della continuità territoriale affidata a navi vecchie e totalmente inadeguate. Sul tavolo del ministro è stata posta con forza anche l’esigenza di bloccare immediatamente gli aumenti del 50% sulle tariffe per il trasporto merci da e per la Sardegna che scatteranno dal prossimo 1 novembre. Abbiamo chiesto di convocare un immediato vertice per scongiurare azioni eclatanti come il blocco dei porti. I vertici del ministero hanno rassicurato su un immediato incontro sulla questione chiedendo di soprassedere per il momento su eventuali iniziative di lotta.
Attendiamo un segnale concreto in tal senso. A questo si aggiunge la notizia che l’antitrust ha inviato al ministero dei trasporti una copiosa richiesta di chiarimenti sulla vicenda fusione. Nel carteggio sarebbe finita anche una nota riservata dove negli anni passati l’Antitrust avesse negato in modo netto la fattibilità di fusioni societarie di tale entità nell’ambito del cabotaggio marittimo. Anche la stessa Unione europea ha chiesto di incontrare rapidamente il governo sulla vicenda e non è da escludere che tale incontro possa avvenire già nei prossimi giorni. Altro elemento chiave della vicenda è il ruolo dei commissari liquidatori della Tirrenia amministrazione straordinaria che avrebbe valutato l’esigenza di impugnare tale atto perché verrebbe meno la garanzia originaria dei 180 milioni di euro, il debito non pagato. I commissari se non lo facessero rischierebbero in solido.
Nel corso dell’incontro con i vertici del ministero – ha proseguito Pili - abbiamo ribadito l’esigenza di tener conto della sentenza decisione dell’antitrust che ha praticamente sanzionato Tirrenia e Moby per aver negato il servizio pubblico e messo in atto pratiche lesive della concorrenza e del rispetto dell’interesse pubblico.
In questa direzione abbiamo ribadito con chiarezza l’esigenza di applicare l’articolo 15 della convenzione che disciplina la revoca della stessa per manifesta violazione dell’interesse pubblico.
Le argomentazioni, le intercettazioni, gli atti messi alla base della decisione dell’antitrust costituiscono di per sé la base indiscutibile dell’obbligo del governo di rescindere la convenzione con Tirrenia”.
Lo ha detto stamane il leader di Unidos Mauro Pili a conclusione del vertice al ministero dell’infrastrutture e trasporti al quale hanno partecipato i massimi rappresentanti del dicastero delegati dal Ministro. Pili era giunto intorno alle 12 a Porta Pia, sede del ministero dei trasporti a bordo del gigantesco Tir “basta Tirrenia“ con il quale ha percorso 2000 km partendo la settimana scorsa da Cagliari.
Ad attendere il leader di Unidos c’erano emigrati, imprenditori turistici e amministratori comunali sardi che hanno voluto testimoniare, partecipando anche all’incontro, la determinazione della Sardegna in questa vertenza.
“Abbiamo compiuto una prima importante azione per porre all’attenzione dell’opinione pubblica e del governo un tema di vitale importanza per il futuro della Sardegna. La fusione prospettata da Onorato e che si dovrebbe compiere nei prossimi 30 giorni costituisce un vero e proprio atto contro la Sardegna e contro i Sardi. Fantasiose e inutili promesse di lavoro e prebende varie fanno parte della logica becera di chi ha sempre imbrogliato la Sardegna. Il paventato acquisto di nuove navi è semplicemente l’ennesimo ridicolo proclama visto che le agenzie di rating hanno dichiarato, non meno di una settimana fa, l’esigenza di vendere rapidamente le navi in possesso del gruppo per evitare una situazione finanziaria dichiarata “inaccettabile“.
Onorato può prendere in giro quattro fessi ma non la Sardegna intera. La realtà è che continua ad attentare alla sicurezza del trasporto utilizzando navi vecchia di quarant’anni che si fermano in mezzo al mare anche per oltre tre ore. Nel corso del vertice al ministero abbiamo anche illustrato la soluzione che dovrebbe essere perseguita contestualmente alla revoca della convenzione: decreto legge urgente del governo con il quale si istituisce il contributo a passeggero e a mezzo merci trasportato funzionale all’abbattimento del maggior costo derivante dalla condizione insulare.
Contributo da utilizzare con qualsiasi compagnia svolga un minimo di rotte stabilite dal decreto stesso, garantendo concorrenzialità e libertà di scelta.
Attendiamo risposte concrete In tempi rapidi perché la Sardegna non può più attendere oltre. Questa marcia per la libertà della Sardegna contro i soprusi di Tirrenia - ha concluso Pili - è solo il primo passo per restituire alla Sardegna dignità e rispetto”.