Gentile sottoscrittore, qualche mese orsono hai firmato, con altre 1898 persone, la petizione "Nuove Indicazioni Nazionali Scuola: rimettiamo al centro la conoscenza!", lanciata da Il Gessetto a sostegno delle Nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione il cui iter di approvazione stava trovando ostacolo da parte del Consiglio superiore della pubblica istruzione.
Pochi giorni fa le Nuove indicazioni sono state finalmente pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale nel testo che puoi trovare cliccando su questo link.
Pur tra molti compromessi, esse segnano “un cambio di paradigma rimettendo al centro la valorizzazione delle conoscenze che sono la base fondamentale per lo sviluppo delle competenze” (p. 36). Quelle conoscenze – vale a dire i saperi, le discipline di studio, i loro contenuti storicamente determinati – che nella scuola italiana da molti anni sono state prima messe in discussione, poi erose, quindi marginalizzate e infine apertamente disprezzate; e che sono state sacrificate sull’altare di mitiche ‘competenze’ che, senza di loro, non sono che una forma senza contenuto.
“La scuola”, si legge adesso, “è la sede principale per la trasmissione di conoscenze legittimate dalla critica e dalla scienza” (p. 36); “Finalità principale della scuola”, si afferma, “è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base” (p. 37). Si tratta di dichiarazioni che un tempo sarebbero state ovvie e scontate e che oggi, nel drammatico degrado della scuola pubblica italiana, suonano quasi rivoluzionarie.
Ma le affermazioni di principio non bastano. Ora che “le Indicazioni Nazionali reintegrano pienamente la dimensione delle conoscenze offrendosi come un chiaro quadro di riferimento per la progettazione del curricolo verticale delle scuole” (p. 48), è necessario che docenti, genitori e studenti tornino a nutrire fiducia non solo nelle conoscenze, ma anche nella rinnovata ed effettiva possibilità di fondare su di essere l’istruzione pubblica del nostro Paese.
Sta a noi adesso, nelle scuole in cui lavoriamo e che frequentiamo, superare e infine chiudere una fase completamente irrazionale nella quale si è preteso di rinnovare la scuola italiana svuotandola dei suoi contenuti, e di migliorare la professionalità dei docenti svilendo e immiserendo la loro preparazione disciplinare.
Il Gessetto continua la sua battaglia e ti chiede di fare anche tu la tua parte.