

Lo scandalo è che i tre sindaci pare si siano recati dal Presidente della Regione a chiedere un ennesimo rinvio, denunziando la propria impossibilità a concludere il processo di fusione mei tempi previsti.
I tempi previsti sono ampiamente spirati. La Fusione doveva essere compiuta entro il primo gennaio 2022, poi rinviata al primo gennaio 2023, e successivamente al primo gennaio 2024 e infine al primo gennaio 2027(!?!?!)
A quattro anni dalla prima scadenza, la politica, per altro rappresentata dagli stessi personaggi di allora, getta la spugna e denuncia pubblicamente la propria incapacità a concludere il processo entro il 2027.
Cosa fa un imprenditore se il suo manager gli va a dire di non essere in grado di eseguire il suo mandato? Lo licenzia.
Invece nel nostro caso, i nostri manager, i politici, non solo non vengono licenziati, ma pretendono anche che si cambino per l’ennesima volta le regole!!!
Non ci sono più scuse, la denuncia pubblica di incapacità a completare la fusione non può che rendere operativo il meccanismo previsto dall’art.1 della Legge Regionale 13 del 2023: “In caso di mancato raggiungimento delle condizioni di cui al comma 2 entro la data indicata, la Giunta regionale provvede alla nomina di un commissario ad acta, individuato tra i dirigenti regionali, per assicurare l’adempimento degli obblighi di cui al comma 2.”
In parole povere la Legge prevede che se entro il primo gennaio del 2027 non si sia proceduto alla fusione i tre sindaci verranno commissariati.
Il Presidente Marsilio non ha dunque altra scelta che quella commissariale, poiché ha la dichiarazione scritta ed attestata dai tre primi cittadini che entro il 1* gennaio 2027 non saranno raggiunte le condizioni di cui al comma 2. Qualunque altro escamotage per mantenere questo inaccettabile status quo sarebbe un atto illegale in danno dei cittadini ed un intollerabile aggravio per le casse dello Stato, che dal 2018 eroga fondi ai tre comuni proprio per procedere alla fusione.
Facciamoci sentire! Promuoviamo la petizione ad ogni livello affinché la politica con la p minuscola capisca che il tempo della fuffa è finito, è tempo che la p diventi maiuscola e la città Grande.