Petition updateNON UCCIDERE L'ORSO!Un anno dopo...
LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
15 Aug 2015
Popolo degli orsi! Un anno è trascorso dall’aggressione a mamma orsa Daniza e i suoi cuccioli. Il 15 agosto dello scorso anno, un fungaiolo si è attardato troppo a lungo nei pressi di mamma Daniza che se ne stava tranquilla con i suoi cuccioli, nei boschi di Pinzolo, in Trentino. Il fungaiolo, imbattutosi nella famigliola, non ha subito cambiato strada, allontanandosi per non disturbare gli orsi. Il fungaiolo improvvisato, ha dichiarato che alla vista degli orsi, si è nascosto dietro un albero per osservarli. Resta il fatto che il comportamento furtivo, da guardone, dell’uomo, ha infastidito mamma Daniza che ha temuto per i suoi cuccioli e, per difenderli, ha allontanato l’importuno con una zampata. L’orsa, avrebbe potuto uccidere l’uomo che minacciava i suoi cuccioli, a suo modo di vedere, ma non lo ha fatto: con grande senso di responsabilità, si è limitata ad allontanarlo. Mamma orsa, si è sentita aggredita, insieme ai suoi cuccioli e ha naturalmente reagito in difesa della prole, come ogni mamma di qualunque specie. Nessuno ha indagato sul reale svolgimento dei fatti e i giornali e gli amministratori trentini, hanno frettolosamente parlato di aggressione da parte di un’orsa a un uomo. Erano almeno 150 anni che non si aveva memoria di attacchi d’orso a uomini. In molti, strumentalmente, si sono precipitati a mettere in evidenza l’interruzione della serie virtuosa. Uno dei funzionari della Provincia ha concesso interviste a destra a manca, mettendo in evidenza che la serie positiva di assenza d’attacchi d’orso, era stata interrotta e raccontando quanto fosse feroce mamma Daniza. Nessuno ha indagato sul reale svolgimento dei fatti, su cosa fosse andato a fare nei boschi il fungaiolo imprevidente. Ci dovevamo fidare del suo racconto, dalle diverse versioni, credergli sulla parola, mentre tutto deponeva in favore di mamma orsa. Proprio perché nessuno ha voluto indagare su come si sono svolti realmente i fatti, sulla reale dinamica degli avvenimenti, è possibile avanzare ogni ipotesi. In assenza di certezze sugli accadimenti, è possibile ipotizzare che a subire un’aggressione, sia stata mamma orsa Daniza, da parte di un uomo, non il contrario. Un dato è certo: per coprire le proprie inefficienze, l’amministrazione provinciale trentina ha ordinato la cattura dell’orsa, determinandone la morte per maldestra sedazione. L’Amministrazione trentina dimostra malafede nella gestione degli orsi e disprezzo per la pubblica opinione: la nostra petizione per la revoca della delibera che ha dato il via libera all’uccisione degli orsi antipatici, ha già raggiunto e superato le 110.000 firme senza che ci sia stato alcun ripensamento o avvio di dialogo. Recentemente, lo scorso 24 luglio, il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione, proposta dalle opposizioni, ma convintamente sostenuta dalla Giunta, che stabilisce la riduzione del numero di orsi in Tentino, dunque nell’arco alpino, con ogni mezzo: sterilizzazione, uccisione o trasferimento. Eppure il numero di orsi trentini raggiunge a stento il numero minimo vitale per la sopravvivenza. Il comportamento della Giunta e del Consiglio Provinciale, si dimostra abietto. Per accendere un faro su come la Provincia Autonoma di Trento, tratta un animale particolarmente protetto e degno di rispetto, come l’orso, ho lanciato una petizione per chiedere lo scioglimento del Consiglio Provinciale. Invito tutte le amiche e gli amici dell’orso a firmare la petizione e diffonderla al massimo. La battaglia per l’orso, non è ancora conclusa! Francesco Mongioì
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