

Qualche giorno fa si è tenuta la prima udienza davanti alla Corte Suprema di Israele dopo il ricorso presentato da 18 Ong contro la decisione di Israele di espellere le organizzazioni umwnitarie che non forniscono i nomi dei propri lavoratori palestinesi.
Come denunciato in un comunicato di Medici del Mondo, all'udienza non sono stati ammessi né rappresentanti delle Ong né dei corpi diplomatici ma solo di funzionari governativi israeliani.
Inoltre, con grande preoccupazione da parte delle Ong, la Corte ha limitato le argomentazioni alla questione specifica della riservatezza dei dati, impedendo alle organizzazioni richiedenti di presentare questioni più ampie che si pongono in termini giuridici e di sicurezza, in particolare gli obblighi di Israele in quanto potenza occupante e la legalità delle misure che potrebbero ostacolare l’azione umanitaria.
Nel corso dell'udienza lo Stato di Israele ha confermato la propria richiesta di trasmissione di dati riservati relativi a tutto il personale a Gaza e in Cisgiordania, indipendentemente dall’eventuale ingresso in Israele.
Prossimamente seguiranno altre udienze e nella speranza di poter vincere il ricorso, le Ong hanno dichiarato che faranno tutto il possibile per garantire il proseguimento delle loro operazioni nei Territori Palestinesi Occupati, oggi più che mai necessari.
Andiamo avanti, non ci fermiamo! Continuiamo dunque a firmare e a far firmare la petizione! Stiamo con le Ong, stiamo con Gaza.