

Mentre preparavano l’assemblea di ieri sera 12 maggio, l’Italia veniva condannata per la seconda volta per inquinamento sistematico e continuato di biossido d'azoto nelle città della pianura Padana. E a Lodi si sta trasferendo in centro urbano la principale caldaia di alimentazione della rete di teleriscaldamento di Lodi!
Il dott Paolo Crosignani, medico ISDE e già responsabile epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano, ha rimarcato gli effetti sanitari a lungo termine dell’esposizione a fonti di inquinamento di prossimità, vedi la presentazione.
Qui invece l'intera registrazione.
Andrea Poggio per Legambiente ha esposto le proposte per proseguire la lotta nei prossimi mesi e anni. Due i punti fondamentali:
1) Prima che la caldaia entri in funzione a ottobre, è fare chiarezza, soprattutto sulle conseguenze per l’inquinamento cittadino, sul funzionamento atteso degli impianti da parte di Linea Green, la possibilità di ridurre le ore di utilizzo, le emissioni inquinanti e di trasferire subito almeno una delle due caldaie di nuovo fuori città (visto che si dichiara di farne funzionare solo una alla volta). Non devono essere auspici non firmati, come presentato sino ad ora dal Comune di Lodi, ma atti amministrativi efficaci e vincolanti del Comune e della Provincia di Lodi.
2) Entro un anno il nuovo Piano Clima e Energia dovrà rispettare le tappe stabilite dalle leggi nazionali ed europee, sia per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici (le nuove “quasi zero energia” quest’anno, zero emissioni dal 2027), sia per quanto riguarda le ristrutturazioni (dal 2030 non potranno più essere affittate e vendute le case di classe G). Lo stesso dicasi per il ricorso alle energie rinnovabili: oggi le nuove case devono avere il 60% di pannelli solari, ma in futuro dovranno dipendere esclusivamente da rinnovabili prodotte in loco.
Tra il 2027 e il 2030 le nuove costruzioni (a “zero emissioni” come definite dalla prossima direttiva europea) non potranno più collegarsi ad una rete di teleriscaldamento alimentata a combustibili fossili. Ecco perché, con Linea Green, andrà definito un programma di progressiva dismissione (5/8 anni al massimo) delle caldaie e degli impianti a metano ancora presenti sulla rete di Lodi. E la prima a chiudere definitivamente sarà la caldaia in mezzo all’abitato.
Andrea Poggio