

NO ALLA (S)VENDITA DI POSTE ITALIANE
Il problema
La UILposte Lazio dice NO alla privatizzazione di Poste Italiane. Il Governo ha infatti annunciato la (s)vendita di ulteriori quote dell'Azienda, quelle attualmente detenute dal MEF e da CDP. Questa manovra farebbe perdere a Poste Italiane la sua natura di S.p.A. a maggioranza statale, mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro in tutta Italia. Verrebbe meno la funzione sociale di Poste, che da 162 anni, pur cambiando veste e rinnovandosi per adattarsi al passare del tempo, garantisce la capillarità dei propri servizi su tutto il territorio nazionale.
A rimetterci saranno soprattutto le fasce più deboli della popolazione: anziani, disabili, persone sole, che oggi trovano nell'ufficio postale e nel portalettere un punto di riferimento dello Stato, ma i cui bisogni, se la privatizzazione andrà avanti, verranno inevitabilmente sacrificati sull'altare del profitto.
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Il problema
La UILposte Lazio dice NO alla privatizzazione di Poste Italiane. Il Governo ha infatti annunciato la (s)vendita di ulteriori quote dell'Azienda, quelle attualmente detenute dal MEF e da CDP. Questa manovra farebbe perdere a Poste Italiane la sua natura di S.p.A. a maggioranza statale, mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro in tutta Italia. Verrebbe meno la funzione sociale di Poste, che da 162 anni, pur cambiando veste e rinnovandosi per adattarsi al passare del tempo, garantisce la capillarità dei propri servizi su tutto il territorio nazionale.
A rimetterci saranno soprattutto le fasce più deboli della popolazione: anziani, disabili, persone sole, che oggi trovano nell'ufficio postale e nel portalettere un punto di riferimento dello Stato, ma i cui bisogni, se la privatizzazione andrà avanti, verranno inevitabilmente sacrificati sull'altare del profitto.
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Petizione creata in data 21 febbraio 2024