NO alla pista ciclopedonale nel greto del torrente Parma!

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In data 22 Gennaio 2019 è stata annunciata dall’Assessore alle Politiche di pianificazione del Comune di Parma la presentazione dello studio di fattibilità del “Parco fluviale del torrente Parma tratto urbano”, progetto che consiste nella costruzione di una pista ciclo pedonale di circa 2 km da Ponte Italia a Ponte delle Nazioni sulla sponda sinistra del greto del torrente Parma e di quattro rampe di accesso.
Di seguito sono esposte le motivazioni dell’opposizione a quest’opera urbanistica, riportate dal Comitato Civico "Per la tutela del torrente Parma" e sostenute da ben 15 associazioni, quali ADA, Amici del Casino dei Boschi di Carrega, Club Amici Miei, ENPA, FIAB, Fruttorti, Italia Nostra, Legambiente, Manifattura Urbana, Parma Etica, Parma Nostra, Reteambiente Parma, Slow Food, Sodales e WWF:

«Si tratta innanzitutto di un intervento urbanistico inutile dal punto di vista della viabilità su un Corridoio Ecologico che ridurrebbe inevitabilmente la permeabilità dell’alveo. Un atto del tutto in CONTRADDIZIONE con i PRINCIPI e i VALORI dello STATUTO COMUNALE, con particolare riferimento al Punto II: 
- ARTICOLO 4: “Salvaguardia dell’ambiente, tutela e valorizzazione del territorio comunale” con il fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita ed i bisogni delle generazioni future;
- ARTICOLO 7: “Diritto all’acqua” – Un bene comune, quello dell’acqua, che non deve essere inteso solo come bene di consumo ma come parte integrante ed irrinunciabile di tutti gli ecosistemi naturali, perché venendo meno alla loro tutela, viene meno di conseguenza la salubrità dell’acqua stessa.

L’IMPATTO AMBIENTALE di una tale opera urbanistica rappresenterebbe un “vulnus”, una vera e propria ferita inflitta ad UN’AREA NATURALISTICA URBANA  che proprio per la sua UNICITA’ dovrebbe essere DIFESA E PRESERVATA  in quanto patrimonio comunitario ambientale.
L’alveo del greto del torrente Parma non è, infatti, uno spazio VUOTO, ma PIENO DI BIODIVERSITA’: nonostante la pressione antropica dei suoi confini risulta interessante dal punto di vista vegetale ed ornitologico. Oltre a caprioli e lepri, il greto del torrente Parma ospita oltre 100 specie di uccelli che in questo luogo  VIVONO o NIDIFICANO: aironi, garzette, cormorani, germani reali, cavalieri d’Italia, nitticore, e si possono ammirare anche specie rare a livello Europeo, come l'airone schistaceo.Tutti animali della cui presenza nel greto abbiamo numerose testimonianze fotografiche.
Nel greto del torrente, ricca è anche la flora composta da pioppi, aceri, noci, bagolari, olmi, sambuchi, biancospini, rose selvatiche, sanguinelle e tante altre specie.
Aprire cantieri lungo l’argine del torrente provocherebbe un danno irrimediabile all’equilibrio dinamico dell’alveo, generando l’inizio del processo di FRAMMENTAZIONE DEL TERRITORIO con conseguente estinzione o fuga di specie autoctone.
È necessario ricordare che i corridoi ecologici sono utilizzati dagli animali selvatici per spostarsi e che questo in particolare è utilizzato da diversi animali (quali lupi, caprioli, ricci, tassi etc...) per dirigersi verso l’asta fluviale del Po.
Gli animali selvatici attuano come meccanismo di difesa la “distanza di fuga” che li porta a fuggire di fronte al pericolo che riconoscono nella presenza numerosa e ravvicinata dell’uomo. Incentivare con rampe e manufatti l’accesso al greto di pedoni e ciclisti porterà inevitabilmente anche alla perdita del prezioso patrimonio di “Natura in Città” che Parma ha avuto fino ad ora la fortuna di possedere. Senza contare la quantità di RIFIUTI, causati dall’alta frequentazione, di cui l’alveo diventerebbe oggetto.

Si tratta inoltre di un INTERVENTO DI MOBILITA’ CICLISTICA NON NECESSARIO, considerando che una pista ciclopedonale costeggiante il Lungoparma è già presente e può eventualmente essere migliorata, privilegiando il recupero dello spazio attualmente dedicato alle auto. L’intervento non trova riscontro in alcun documento pianificatorio del Comune di Parma, dal PUMS al BiciPlan, le cui strategie e interventi indicano che l’asse Nord-Sud della mobilità ciclistica è il Lungoparma. Inoltre, il progetto prevede delle rampe di accesso con una pendenza del 7-8% (troppo alte per un uso diffuso). La pista del torrente Parma diverrebbe inevitabilmente elitaria e poco fruibile.

In terzo luogo sarebbe meglio chiarire bene il corretto uso di DENARO PUBBLICO dovuto ad un’opera urbanistica aperta solo sei mesi all’anno, da Aprile a Settembre, a causa del rischio piene. Un’opera che si stima costi inizialmente 700.000 Euro, che diventeranno inevitabilmente più alti, considerando le spese di manutenzione e gestione dell’area. Si tratta infatti di un torrente storicamente soggetto ad inondazioni e piene stagionali (in media due volte all’anno). L’opera sarà soggetta a costi di manutenzione periodici, soprattutto dopo le piogge autunnali (si stimano dai 50.000 ai 60.000 Euro annui per la manutenzione dell’area), oltre ai costi per il controllo degli accessi che prevedono l’installazione di cancelli che necessiteranno di essere aperti manualmente la mattina e chiusi la sera. Questo perché per la pista ciclabile sarà previsto il divieto di accesso nelle ore notturne. Poiché la data esatta di una piena non è prevedibile, il progetto comprende anche l’installazione di segnalatori acustici di “pericolo piena” (probabilmente trombe) da collocare in prossimità di ponti e rampe di accesso, allo scopo di avvertire per tempo pedoni e ciclisti dell’arrivo di un’onda di piena.

Per ultimo, ma non meno importante, il problema di SICUREZZA dovuto al fatto che la pista ciclopedonale, con la sua lunghezza di due chilometri, sarà difficilmente soggetta al costante controllo delle forze dell’ordine. Alla Soprintendenza e all’AIPO non potrà sfuggire anche il problema idrogeologico che comporterà l’aumento degli accessi all’argine con rampe, le cui dimensioni necessariamente creerebbero ulteriori pericoli per la città e per la stabilità dei ponti in caso di esondazione. »

Con rispetto per il lavoro dell’Assessore alle Politiche di panificazione, con questa petizione chiediamo al Comune di Parma e al Sindaco Federico Pizzarotti di intervenire affinché la pista ciclopedonale nel greto della Parma non venga realizzata, così da tutelare un patrimonio storico cittadino.

Noi, "I monnezzari di Parma", appoggiamo le idee proposte dal comitato e dalle associazioni sopra citate che suggeriscono di utilizzare la somma stanziata per la pista ciclopedonale per un progetto di ripristino dell’area di equilibrio ecologico, estendendola magari sino a Ponte Caprazucca per arrivare davanti alle scuole e permettere agli studenti di essere educati alla natura, così da essere domani dei cittadini virtuosi. Oppure si potrebbero investire questi finanziamenti per creare migliorie alle piste ciclabili già esistenti in città (ad esempio con opere di manutenzione e progettando raccordi tra esse), prediligendo così l’aumento della mobilità sostenibile.

Noi ci auguriamo che vogliate ascoltare la voce di chi vive a Parma e ne ha a cuore la sua bellezza e unicità, ma soprattutto che riusciate a comprendere l'importanza della scelta di tutelare un'area verde ricca di biodiversità all'interno della città, in particolar modo in questo periodo storico in cui vi è la necessità che la politica cambi rotta verso un'impostazione non più prettamente economica, bensì ecologica.

I monnezzari di Parma

 


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