

La realizzazione della cassa di colmata è stata sospesa per blocco dei fondi ministeriali.
Questa è una grande notizia in risposta al lavoro che abbiamo fatto fino ad oggi.
Tuttavia ci sono delle osservazioni da fare: in primo luogo i fondi potrebbero essere messi nuovamente a disposizione ed è quindi fondamentale chiarire la posizione che la nuova amministrazione comunale vorrà tenere, mercoledì 6 maggio avremo un incontro pubblico in comune sul tema.
Inoltre vogliamo ribadire con chiarezza che siamo assolutamente favorevoli alle attività di dragaggio del porto e quindi a mettere in sicurezza e favorire le attività di tutti gli operatori portuali che sono vivamente invitati a partecipare all'incontro ma non possiamo essere d'accordo all'idea di trasformare il nord dell'area portuale in una discarica.
Siamo quindi determinati nel richiedere la messa in sicurezza dell'attuale cassa di colmata, anche al fine di poter utilizzare tale spazio per lo sviluppo portuale e chiediamo che venga presa seriamente in considerazione la possibilità di dragare il porto con la tecnica dell'ecodragaggio.
Ciò permetterebbe di recuperare la sabbia (intesa come risorsa e non come rifiuto) utilizzandola per il ripascimento della costa e di inserire il nostro porto in un ambito di innovazione tecnologica.
Possiamo aprire concretamente e senza troppe difficoltà la strada verso una visione del porto legata alla ricerca scientifica e allo sviluppo sia di tecniche e strumentazioni (nuovi scafi, nuovi sistemi di alimentazione) di pesca sia sulla gestione delle risorse ittiche (analisi degli stock ittici fatte con sistemi di intelligenza artificiale).
In questo modo il porto di San Benedetto sarebbe perfettamente in linea con le nuove direttive europee avendo la possibilità di accedere ad importanti fondi tramite i bandi e potrebbe tornare ad essere un modello di riferimento a livello Europeo, generando una florida economia per tutto il territorio.